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TRASPORTI
25.04.2026 - 10:53
La tensione internazionale legata al conflitto in Iran e alla chiusura dello Stretto di Hormuz continua a scuotere il trasporto aereo europeo, alimentando l’allarme sulle forniture di jet fuel e mettendo a rischio numerosi collegamenti. Il commissario europeo ai Trasporti, Apostolos Tzitzikostas, ha chiarito che la carenza di carburante può configurarsi come circostanza straordinaria, escludendo in molti casi il diritto alla compensazione per i passeggeri in caso di cancellazione. Diverso il quadro quando lo stop ai voli dipende da valutazioni economiche delle compagnie: in quel caso il risarcimento resta dovuto.
Bruxelles si prepara intanto a intervenire con nuove linee guida, attese a maggio, per definire con precisione diritti dei passeggeri e obblighi dei vettori in uno scenario segnato dalla crisi energetica. Il messaggio alle compagnie è netto: cancellare rotte meno redditizie a causa dell’aumento dei costi del carburante non esonera dalle responsabilità verso i viaggiatori, che mantengono il diritto sia al rimborso sia alla compensazione economica.
Sul piano normativo, resta fermo quanto previsto dal Regolamento europeo 261 del 2004: in caso di cancellazione, il passeggero ha sempre diritto al rimborso integrale del biglietto o, in alternativa, a una soluzione di viaggio sostitutiva. Un principio che non ammette deroghe, nemmeno in presenza di crisi internazionali o difficoltà di approvvigionamento.
Più complesso il tema della compensazione pecuniaria, che non scatta automaticamente. Può essere esclusa solo in presenza di condizioni specifiche, come un preavviso adeguato o l’esistenza di circostanze eccezionali inevitabili. Tuttavia, la giurisprudenza europea ha adottato un’interpretazione restrittiva di questo concetto, escludendo che eventi come guasti tecnici o scioperi possano liberare le compagnie dagli obblighi risarcitori se ritenuti gestibili con un’organizzazione più efficiente.
Secondo Assoviaggi Confesercenti, anche il caro carburante rientra nel normale rischio d’impresa e non giustifica automaticamente l’esclusione della compensazione. Lo stesso principio potrebbe valere per eventuali carenze di jet fuel, qualora si dimostri che le compagnie avrebbero potuto prevenirle con una pianificazione più attenta degli approvvigionamenti.
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