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MUSEO DIOCESANO

Lo splendore d’oro delle icone

Inaugurata la mostra

Lo splendore d’oro delle icone

Oro, preghiera, musica, e un confine sottile in un incontro fra umano e divino che trasuda una storia artistica secolare. Grande affluenza per l'apertura del Festival Biblico 2026, per la prima volta nella chiesa di San Giovanni - museo diocesano in occasione dell'inaugurazione della mostra di icone contemporanee in collaborazione con la scuola San Luca di Padova e quella iconografica di Maguzzano (Bs). Un caleidoscopio di simboli, foglie d'oro e significati profondi quanto testimoni di un'eredità del rappresentare una scrittura di preghiera.

In prima fila, il vescovo Pierantonio Pavanello, il vicario generale don Damiano Furini, don Nicola Brancalion, padre Nicola Budri della parrocchia ortodossa rodigina e il direttore del museo Marco Maran che ha introdotto il partecipato incontro. Parola poi al curatore dell'esposizione, Modesto Pavan che, citando lo scrittore Florenskij, ha aggiunto: “Esente dalla prospettiva, incompatibile con la concezione della pittura dominante in Occidente dal Rinascimento in poi, l'icona presuppone una metafisica delle immagini, il luogo dove si manifesta una pittura sublime, in cui le cose sono 'come prodotte dalla luce'.”

Ad accompagnare l'intervento della studiosa invitata appositamente, Ester Maria Brunet, il suono dolce e al tempo stesso robusto dell'arpa suonata dalla docente Elda Stoppa. La mostra, disposta come ad abbracciare il visitatore, instaura un dialogo per la prima volta orchestrato negli spazi rinnovati e incredibili del museo diocesano, un unicum che ha dato il la alla kermesse biblica. L'esposizione sarà visitabile fino al 31 maggio, il venerdì dalle 15.30 alle 18.30, il sabato e la domenica dalle 10 alle 12.30 e dalle 15.30 alle 18.30.

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