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PETTORAZZA GRIMANI

I predoni delle idrovore fanno 100mila euro di danni

Ma c'è anche la buona notizia: refurtiva recuperata

I predoni delle idrovore fanno 100mila euro di danni

È stata ritrovata e restituita al Consorzio di Bonifica Adige Po la testata trinciante sottratta nella notte del 30 gennaio 2026 dal magazzino dell’idrovora Bresega, a Pettorazza Grimani. La notizia del ritrovamento dell’accessorio operativo, essenziale per le attività di manutenzione del reticolo di canali, è stata comunicata dalla direzione generale del consorzio.

Il rinvenimento è stato effettuato dal Nucleo Provinciale dei Carabinieri di Rovigo, sotto la guida del comandante provinciale, colonnello Edoardo Campora. Dopo i dovuti accertamenti è stata accertata la paternità del mezzo, consentendo così la restituzione al legittimo proprietario, il Consorzio di bonifica Adige Po. L’operazione è stata possibile grazie a un’attività investigativa definita accurata ed efficace, condotta dall’Arma dei Carabinieri con immediatezza, professionalità, discrezione e tenacia. Il presidente del Consorzio, Branco, ha espresso un ringraziamento diretto alle forze dell’ordine, sottolineando il valore dell’intervento: “Il recupero della trincia, oltre a riportare al Consorzio uno strumento essenziale per il lavoro quotidiano sul territorio, è un evento che ci dimostra quanto la presenza delle istituzioni sia determinante nella tutela dei beni pubblici. Voglio ringraziare, a tal proposito, il comandante provinciale Edoardo Campora e l’intera sua struttura per l’attenzione e la determinazione dimostrate”.

Il Consorzio ha evidenziato come il positivo esito dell’operazione rafforzi la fiducia nelle forze dell’ordine e confermi l’importanza della collaborazione istituzionale nella tutela del territorio, soprattutto in un periodo segnato da episodi analoghi. Parallelamente al furto della testata trinciante, infatti, il Consorzio segnala una serie di criticità che interessano il comprensorio. Negli ultimi mesi si sono verificati gravi furti di cavi di rame ai danni degli impianti idrovori di Val Pilotta, nel comune di Pettorazza Grimani, e di Cengiaretto, nel comune di Adria. Si tratta di infrastrutture considerate strategiche per la sicurezza idraulica di circa 12 mila ettari di territorio e per l’incolumità di oltre 30mila abitanti.

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I danni complessivi sono stati stimati attorno ai 100 mila euro, ma grazie all’intervento tempestivo del personale consortile le funzionalità degli impianti sono state completamente ripristinate. Sul punto, il presidente Branco ha evidenziato la rilevanza delle conseguenze potenziali di questi episodi: “Nel nostro territorio – ha dichiarato – un’idrovora accesa o spenta non è un dettaglio tecnico: un impianto fuori uso, anche solo per poche ore, può fare la differenza tra un territorio sicuro e un’alluvione, tra normalità ed emergenza. Per pochi euro di rame si possono mettere a rischio migliaia di ettari, famiglie, imprese e infrastrutture”. Questi episodi, sottolinea il consorzio, non sono isolati e non possono più essere considerati meri fatti di microcriminalità. Negli ultimi mesi, in Veneto, il fenomeno dei furti di rame agli impianti idrovori si è fatto sempre più frequente e preoccupante. I colleghi del Consorzio di Bonifica Adige Euganeo hanno recentemente denunciato ripetuti sabotaggi alle idrovore della Bassa Padovana e del Veneziano e situazioni analoghe sono state segnalate anche dai colleghi del Consorzio di Bonifica Delta del Po.

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