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Uno spettacolo, quattro visioni

Stasera alle 21 al teatro sociale appuntamento con la storica compagnia nell’ambito di Musikè

Uno spettacolo, quattro visioni

La grande danza, stasera al teatro Sociale di Rovigo. Nell’ambito della rassegna Musikè della Fondazione Cariparo, sul palco dalle 21 si alterneranno quattro momenti con i ballerini di Aterballetto, storica realtà fondata nel 1977, oggi composta da sedici danzatori impegnati per intere stagioni, che lavorano principalmente a nuove produzioni di coreografi di fama internazionale e alla riproposizione di un selezionato repertorio d’autore. Aterballetto, una delle compagnie italiane più importanti nel panorama coreutico internazionale, che ha nella Regione Emilia Romagna e nel Comune di Reggio Emilia i soci fondatori della Fondazione nazionale della danza che lo guida, è il primo Centro coreografico nazionale istituito in Italia nel 2022 per riconoscimento del Ministero della Cultura.

Stasera l’apertura sarà affidata alla coreografia “Rhapsody in blue” di Iratxe Ansa e Igor Bacovich, divertente e vivace, come l’omonimo brano di Gershwin. A seguire, da “An echo, a wave” di Philippe Kratz nel quale il fluire dei movimento dei due danzatori richiama il moto del mare. Poi, “Reconciliatio”, un delicato passo a due femminile ispirato alla lettura dell’Apocalisse, firmato da uno dei più importanti coreografi a livello internazionale Angelin Preljocaj. Infine, “Solo Echo”, che si ispira a due sonate per violoncello e pianoforte di Johannes Brahms e alla poesia “Lines for Winter” di Mark Strand. Come nella poesia di Strand, “Solo Echo” invoca l’inverno, la musica e il corpo in movimento per esprimere qualcosa di essenziale sull’accettazione e la perdita.

Con “Rhapsody in Blue”, “An Echo, a Wave”, “Reconciliatio” e “Solo Echo”, la compagnia Aterballetto attraversa paesaggi emotivi e immaginari profondamente diversi: dall’eco del mare e della memoria collettiva al dialogo intimo del passo a due, dalla meditazione sul dolore e sull’assenza fino a un’esplosione di energia sensuale e vitale. Un percorso coreografico che intreccia spiritualità e fisicità, ascolto e vertigine, costruendo un’esperienza intensa in cui la danza diventa linguaggio universale capace di raccontare l’umano in tutte le sue contraddizioni.

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