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AMBIENTE

Chi controlla sul rispetto delle regole anti-smog?

Come ogni anno non si vede un controllo degno di nota, sul rispetto delle prescrizioni impartite dall’amministrazione

Un nuovo super strumento per la polizia locale

ROVIGO - Come ogni anno smog a Rovigo fa rima con ordinanza e blocco del traffico, degli impianti a biomassa (dove alternativi al metano) e controllo delle temperature (massimo 19 gradi con una tolleranza di due gradi). Ma come ogni anno non si vede un controllo che sia degno di nota, sul rispetto delle prescrizioni impartite dall’amministrazione.

Il meteo delle ultime settimane aiuta il capoluogo polesano, il livello delle polveri sottili è sotto il limite dei 50 microgrammi al metro cubo. Ma appena la cappa tipica della conformazione geologica di Rovigo, una culla nella culla che è la Pianura Padana, si forma, la dispersione delle polveri sottili è limitata.

L'accordo di programma sottoscritto tra il Ministero dell'Ambiente e le Regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto stabilisce l'applicazione di misure condivise ed omogenee al fine di contenere l'inquinamento atmosferico, in supporto alle azioni strutturali previste nei Piani Regionali per la Tutela ed il risanamento dell'atmosfera.

Ma chi controlla sul rispetto delle regole? L’assessorato all’Ambiente di Rovigo ha facile risposta: il potere sanzionatorio non è compito nostro ma della polizia locale.

Ma alla porta del comando, la risposta è uno scuotimento della testa: non ci sono tecnici ambientali formati per rilevare, ad esempio, se un camino brucia legna ed emette inquinanti. Ma poi, chi è autorizzato a bussare alla porta di un cittadino per rilevare le temperature interne dell’appartamento? E con quali credenziali? Domande a cui nessuna amministrazione finora ha mai dato risposta e soluzione. Con il risultato che l’ordinanza c’è, ma ha più il valore di una moral suasion. A cui nessuno fa veramente caso.

Si potrebbe puntare sulla sensibilizzazione, allora. Ma a parte i semafori sulla homepage del Comune, che segnalano se le polveri hanno superato i livelli fino 4 giorni consecutivi (verde), oltre i 4 giorni (arancione) e oltre i 10 giorni (rosso), per stabilire i vari divieti, non c’è alcuna campagna messa in atto dal settore ambiente. Alla domanda rispondono: è compito della regione.

Se un cittadino, preoccupato per i polmoni suoi e della comunità, dunque, nota emissioni sospette da un camino che deve fare? Segnalare, ma a chi? E con quali risultati?

Nonostante tutti i proclami dell’attuale amministrazione su ambiente e sostenibilità, si fa il poco che si riesce e si spera che il vento giri per il verso giusto. Intanto Rovigo ha un voto pessimo dagli ambientalisti in quanto a qualità dell’aria. Legambiente ha dato un 3 su 10 al capoluogo polesano. La città è seconda solo alla metropoli Milano in quanto ad emissioni.

Il Comune che fa? Puntuale come ogni anno, pubblica, il 29 settembre, le misure di misure di limitazione della circolazione stradale per il contenimento dell'inquinamento atmosferico nel periodo dal 1 ottobre 2020 al 31 dicembre 2020. Per il resto, si fa appello al vostro buon senso.

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