VOCE
ADRIA
02.11.2020 - 11:55
L'ospedale di Adria
Leggo sempre con interesse ogni notizia, relativa alla sanità e ai servizi socio – sanitari, che compare sulla stampa. Non mi è sfuggita, così, la dichiarazione del segretario Dem adriese, Pierpaolo Ballo, in merito alla stesura di un documento programmatico, che il PD intende porre all'attenzione della città – attraverso il suo Consiglio comunale – ed estendere all’assemblea dei Sindaci. Iniziativa ammirevole, senza dubbio. Talmente lodevole che, almeno da quando io conservo memoria di queste cose, il PD la ripropone con una certa periodicità per, poi, sembrare metterla nel dimenticatoio. Non so se questa procedura di “stop & go” abbia qualche fine strategico e possa essere utile alla risoluzione delle nostre criticità. So che, mentre la maggioranza delle forze politiche polesane sembrano, almeno in materia di sanità, non riuscire ancora a riordinare le idee, un intero territorio, l'Alto Polesine, rimane senza ospedale di prossimità, visto che il San Luca di Trecenta è tornato a essere ospedale esclusivamente Covid. So che la DGR 552 del 5 maggio 2020 prevede la riconversione di 1413 posti letto in tutto il Veneto (138 nel solo Polesine), per far fronte a una fase emergenziale sempre più vicina. Un provvedimento che, a meno di ulteriori interventi, priverà i reparti non interessati direttamente dall’emergenza epidemica di ulteriori posti letto per acuti. Come se non bastassero gli oltre 3600 già persi, nella regione, negli ultimi dieci anni. E intanto che la politica locale e non, con l'eccezione di Veneto Ecologia Solidarietà, sembra annaspare, i cittadini si vedono sempre più costretti a trovare altre forme di azione. Il Covesap (Coordinamento Veneto per la Sanità Pubblica) ha già portato avanti alcune iniziative, come la manifestazione dell'11 settembre scorso a Venezia, il convegno sulla sanità pubblica del 2 ottobre a Padova (con la lectio magistralis del Prof. Andrea Crisanti) e la lettera aperta, inviata il 30 ottobre all’assessore Lanzarin e a tutti i consiglieri regionali di minoranza. Tutto ciò, per tenere alta l'attenzione sul fondamentale diritto alla salute nella nostra regione. I cittadini ci sono. Se la politica intende esserci, batta un colpo. Ma lo faccia ponderatamente e con quella costanza che, fino a oggi, è mancata.
Enrico Naccari
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