VOCE
ROVIGO
18.07.2022 - 12:57
ROVIGO - Flatlandia, il film. Nasce da Marco Biscarini l'idea del film - opera Flatlandia che ora è sul canale YouTube del Teatro Sociale di Rovigo. L'Operina multimediale in un atto liberamente ispirata al racconto fantastico a più dimensioni di Edwin Abbott, andata in scena al Teatro Sociale di Rovigo lo scorso maggio, viene ora raccolta in un video disponibile online per rivivere - quando e dove vuoi - la magia di questa Prima assoluta.
"Come in ogni avventura, ti verrà offerta un’opportunità - esordisce Vincenzo Soravia ideatore e sceneggiatore - L’occasione, come recita il poeta, di scoprire il segreto della musica che risiede tra la vibrazione della voce di chi canta e il battito del cuore di chi ascolta. Non sforzarti di capire, limitati a comprendere. Non cercare di ascoltare, abbandonati a sentire. Ti sembrerà di assistere a una girandola di suoni, immagini, parole e corpi, che, spaesati, si rincorrono per formare un girotondo e girare, volteggiare e ancora girare, fino a ritrovarsi a terra abbracciati, esausti e sorridenti. Pitagora ti guiderà in questo viaggio attraverso una realtà a più dimensioni".
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La trama
"Tutto ha inizio con un sogno (quasi un incubo) di Pitagora nel Paese di Linelandia - racconta Soravia - Sì, hai udito esattamente; un mondo in equilibrio su una sola linea, nel quale si può camminare solo in avanti o indietro. Non esistono né la destra, né la sinistra. O bianco o nero. E dopo aver conosciuto e fatto irritare il Re di Linelandia, Pitagora si risveglia nel suo mondo di Flatlandia dove le linee si possono unire tra loro formando una gran varietà di figure piane per lo più regolari. Triangoli isosceli ed equilateri, Quadrati come lui, Pentagoni come le piante degli edifici di Flatlandia, Esagoni come il suo nipotino Euclide, e ancora, aumentando il numero dei lati fino a ottenere un quasi Cerchio perfetto. Finalmente potersi muovere in tutte le direzioni e non solo su una singola linea. Ma proprio in tutte le direzioni? Dopo aver scambiato qualche nozione di geometria con il suo nipotino, Pitagora si ritrova dal nulla la presenza di uno Straniero che dice di essere una Sfera. Che sarà mai una Sfera? Pitagora non lo può sapere. Nel suo Paese esistono solo due dimensioni: destra, sinistra, avanti e dietro. La terza dimensione, ovvero l’alto e il basso, egli l’ignora completamente. Lo Straniero ce la metterà tutta per fargli capire che esiste un mondo a tre dimensioni nel quale abitano le figure solide, ma invano. Pitagora, nonostante lo Straniero lo abbia preso per mano e gli abbia fatto provare l’ebbrezza di elevarsi verso l’alto e ammirare la sua tanto amata terra di Flatlandia, non osava ammetterlo. Fra le altre cose temeva di essere arrestato e condannato per blasfemia andando in giro a dire che esiste un altro mondo oltre a Flatlandia. Però, eccitato dall’esperienza trascendentale appena vissuta, si ritrova coinvolto in una strana conversazione con il suo perspicace nipotino. Ma, se esiste veramente una terza dimensione, allora potrebbero esistere altri mondi a quattro, cinque e, chissà, forse anche a undici dimensioni. Presi da un brivido di terrore, Pitagora ed Euclide, dopo aver immaginato la realtà di Spacetimelandia, che molti anni dopo un certo Albert Einstein ne dimostrerà l’esistenza, si ritrovarono in presenza di uno strano personaggio: addirittura il Re di Pointlandia. Increduli e impietositi nell’assistere alla miserevole condizione di trascorre l’intera esistenza in un solo Punto di questo sfortunato essere umano, tornarono alla loro realtà, nel loro mondo normale a due dimensioni: Flatlandia. Dopo un po’ di tempo, ci proverà, Pitagora, a condividere con gli abitanti di Flatlandia la sua estatica esperienza in una realtà a più dimensioni. Si prodigherà a convincere i suoi compagni di viaggio che un mondo in cui la pluralità dei punti di vista, la ricchezza delle diverse lingue e culture, la pienezza della vita nei momenti in cui una luce celestiale rischiara il nostro tormentato e vacillante mondo interiore esiste veramente. Ma senza successo. Verrà emarginato e lasciato solo. Perché, allora, non unirci a lui?".
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Una coproduzione Teatro Sociale di Rovigo e Conservatorio Statale di Musica Francesco Venezze di Rovigo.
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