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Speciale "Il Parco informa"

Delta del Po: un patrimonio archeologico

16/01/2022 - 09:43

L’Italia primo Paese al mondo per influenza ed eredità culturale: anche quest’anno la Overall Best Countries Ranking, classifica internazionale stilata da US news & world report, colloca il Belpaese in cima alla classifica per cultural influence che vuol dire fascinazione, capacità di fare tendenza, intrattenimento culturale e forti brand. I punti di forza, secondo gli osservatori internazionali, sono il nostro patrimonio archeologico, artistico e culturale. La domanda è se siamo in grado di trasformare tutto questo in sviluppo sostenibile e ricchezza. Una sfida che l’Ente Parco Regionale Veneto del Delta del Po ha voluto raccogliere grazie a un’opportunità offerta dell’Unione Europea. Il Parco, con i partner di progetto Regione Veneto, Regione Emilia Romagna, Gal Delta 2000 e le città croate di Kaštela

Cres e Korcula, ha dato vita al progetto Value (EnViromental And CuLtUraLhEritage development), finanziato nell’ambito del programma Interreg Italia-Croazia. L’obiettivo è quello di definire e sperimentare un nuovo modello di offerta del territorio basato sulla capacità di integrare cultura, natura e turismo. Attraverso la condivisione di esperienze e conoscenze, i partner intendono ottimizzare la gestione transfrontaliera del patrimonio culturale e naturale. 

Tra i risultati attesi vi è la realizzazione di parchi archeologici sperimentali, laboratori di archeologia e pacchetti turistici innovativi destinati al grande pubblico.  


Per valorizzare il patrimonio culturale, infatti, occorre mettere in campo una serie di azioni complesse coinvolgendo il territorio al fine di conferire valore e promuoverne le potenzialità, migliorandone le condizioni di conoscenza e incrementandone la fruizione collettiva e individuale.


Per questo Value prevede tante iniziative che nel Parco Regionale Veneto del Delta del Po vedono la collaborazione di diversi attori come il Museo Nazionale Archeologico di Adria, l’antica stazione di posta d’epoca romana sulla Via Popolia a San Basilio nel comune di Ariano nel Polesine e l’Antiquarium di Loreo

Il Museo Archeologico Nazionale di Adria ha appena compiuto 60 anni, la sua storia, però, inizia un secolo fa quando la Famiglia Bocchi, all’inizio del ‘900, donò la sua preziosa collezione al Comune di Adria che, in seguito, allestì il primo museo civico. Nel 1972 il Museo diventò Nazionale. Gli oltre 6000 reperti, raccolti tra il ’700 e l’800, aumentarono sensibilmente nel giro di trent’anni, tanto che fu necessario un ampliamento e un radicale riallestimento. Nel 2004 è stato aggiunto una fabbrica sul lato meridionale del corpo museale di via Badini. Mentre la trasformazione più recente si è avuta tra il 2007 e il 2012. 

All’interno del Museo di Adria, già da tempo si sperimentano nuovi linguaggi ed esperienze di visita. Tra le più innovative vi è “VIETATO NON TOCCARE!”. Si tratta di un’autentica esperienza multisensoriale frutto di un approccio pratico e immersivo. L’accessibilità, nel vero senso della parola, permettere al pubblico di accostarsi e fruire un’opera d’arte o un reperto archeologico con una modalità diversa rispetto alla sola visione, attraverso un’esplorazione tattile. L'esperienza culturale, come una sorta di 'degustazione', permette di potenziare la comprensione delle opere stesse e di quei contenuti che sono strettamente connessi alla componente materica. Il visitatore è chiamato a chiudere gli occhi e toccare con tutti i propri sensi gli oggetti antichi. I frammenti, affidati con le mille precauzioni del caso, sotto la guida vigile di esperti archeologi o della stessa direttrice, Dottoressa Alberta Facchi, vengono soppesati ed esplorati da vicino, proprio come in uno scavo. In questo contesto si chiede ai partecipanti di valutare l’oggetto, di intuire il materiale con cui è stato realizzato e di ipotizzarne la funzione. Un’esperienza che tutti possono provare, perché è proprio questo l’intento dell’istituzione museale: sensibilizzare sul tema dell'accessibilità e dell’inclusione tutti i visitatori. Con il progetto Value, nel giardino attinente del Museo, si intende realizzare un Archeo-Park con diverse infrastrutture ludico-didattiche per potenziare l’offerta formativa. Le istallazioni saranno dedicate alla “TOMBA DELLA BIGA” alla “NAVE ONERARIA ROMANA” e al “TEATRO DI ETA’ ROMANA”. 

Campagna di carotaggi archeologici. Il progetto Value prevede anche delle attività di analisi in due siti all’interno della città di Adria: nei giardini di villa Mecenati, e negli spazi esterni del liceo scientifico Galileo. Scopo dei carotaggi è quello di consentire agli archeologi di comprendere meglio i limiti e le caratteristiche dell’antica Adria, con particolare riferimento alle fasi insediative preromane. 


SAN BASILIO e le vestigia della Mansio Hadriani Presso la località di San Basilio di Ariano nel Polesine tra gli anni Settanta e gli anni Ottanta sono venuti alla luce i resti di un'antica azienda agricola romana di notevoli dimensioni e molto articolata nei suoi spazi. Alcuni degli ambienti scavati sono riferibili alla parte residenziale della villa, come ad esempio un piccolo impianto termale; altri alla parte cosiddetta rustica cioè produttiva ed utilitaria, come ad esempio una fornace per mattoni con annesso essiccatoio. L'abbondanza e la varietà del materiale rinvenuto a San Basilio denotano l'importanza che la Mansio Hadriani aveva assunto in epoca romana in relazione allo sviluppo della nuova via di comunicazione che portava oltre le Alpi verso le province romane dell'Europa centro-orientale. Inoltre, le numerosissime monete rinvenute nei vari strati scandiscono il passaggio alle diverse epoche e permettono di stabilire che la villa ebbe una continuità d'uso di almeno sei secoli, dal I al VI secolo d.C. 

Grazie al progetto Value, a San Basilio, le Università di Padova e di Venezia hanno ripreso le campagne di scavo, sia sul complesso romano e paleocristiano, sia in un sito riferibile ad un periodo antecedente greco-etrusco. La ripresa degli scavi ha visto l’opportunità di far conoscere da vicino a giornalisti, cittadini e turisti l’attività degli archeologi con visite guidate organizzate in collaborazione con l’Ente Parco e le università.


L’ANTIQUARIUM DI LOREO Una consistente parte dei numerosi e interessanti reperti rinvenuti a Corte Cavanella sono esposti presso L’Antiquarium di Loreo, realizzato negli ampi locali restaurati adiacenti la torre veneziana. All’interno è possibile ammirare anche una ricostruzione plastica del sito archeologico di Corte Cavanella, del quale non vi è traccia sul territorio poiché il terreno è stato restituito ad uso agricolo. 

Obiettivo del progetto è quello di incentivare e promuovere il turismo archeologico nel Delta anche attraverso la progettazione di un itinerario che metta al centro dell’offerta questo patrimonio storico-archeologico coniugandolo con le eccellenze naturalistiche che fanno del Delta del Po la prima zona umida d’Europa e hanno portato l’UNESCO a riconoscerla come Riserva della Biosfera. 

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commenti 1
  • vicpaolo

    16 Gennaio 2022 - 13:01

    Andate a vedere in che stato versa il sito archeologico di San Basilio, l'ultima volta che vi ho messo piede è stato ad Agosto 2021: Erba incolta ad alezza uomo (tipo savana africana), cartelli esplicativi totalmente illeggibili e sbiaditi dal sole, centro culturale chiuso, chiesa dedicata a san Basilio eretta nel IX secolo (il secolo di Carlo Magno) CHIUSA! Si parla tanto dei disservizi del sud: Venghino, signori venghino a vedere come il Veneto serenissimo tratta i propri siti archeologici. Vergognatevi!!! Andate a scopare il mare! DIMETTETEVI IN MASSA!

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