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LEGALIZZAZIONE

“Cannabis libera? E’ una follia”

Furia dell'assessore regionale Donazzan dopo la lettera dei parlamentari 5 Stelle al premier. “Sciocchezze ideologiche da perditempo. Non hanno idea delle priorità”.

“Cannabis libera? E’ una follia”

L'assessore regionale Elena Donazzan

"Una follia,di gente che non ha idea delle priorità per l’Italia e le imprese italiane". Così Elena Donazzan, assessore regionale all'Istruzione, alla formazione, al lavoro e pari opportunità, dopo essere venuta a conoscenza della lettera di un centinaio di parlamentari, quasi tutti del Movimento 5 Stelle, al presidente del consiglio Giuseppe Conte per aprire il dibattito sulla legalizzazione della cannabis agli Stati generali dell’economia.

La componente dell’esecutivo regionale non le manda a dire e va diretta: "Le imprese italiane chiedono risorse, sospensione delle tasse e semplificazione amministrativa, non sciocchezze ideologiche da perditempo".

Insomma, Elena Donazzan non accetta queste indicazioni da parte di un gran numero di parlamentari, soprattutto del Movimento 5 Stelle, specie in questo momento così delicato per il paese, che si trova ad affrontare una crisi economica, imprevista e senza precedenti, dopo la grave emergenza generata dalla pandemia da Coronavirus.

I deputati e i senatori che si sono rivolti al premier spiegano: "Le politiche repressive in materia si sono dimostrate del tutto inefficaci rispetto agli obiettivi che intendevano perseguire". E sottolineano come "la legalizzazione della cannabis” sia “già realtà in molti Stati nel mondo: Stati Uniti, Canada, Uruguay e Spagna, solo per citarne alcuni".

Secondo i parlamentari che hanno sottoscritto la missiva per Palazzo Chigi "E' tempo di affrontare il tema con responsabilità e lungimiranza anche in Italia", anche per "infliggere un duro colpo alla criminalità organizzata, creando e governando un nuovo e virtuoso settore economico".

I parlamentari puntano soprattutto sull’aspetto del beneficio economico. "Secondo gli studi del professor Marco Rossi dell’Università della Sapienza - si legge nel documento - la regolamentazione della cannabis genererebbe un beneficio per le casse dello Stato di 10 miliardi di euro: 2 miliardi derivanti dai risparmi dall’applicazione della normativa di repressione e 8 miliardi di nuovo gettito fiscale".

Ma non c’è solo questo vantaggio. I cento parlamentari sottolineano anche che "vanno altresì considerati i risparmi legati alla diminuzione dei reati, con il conseguente alleggerimento del lavoro dei tribunali e un generale miglioramento del sistema penitenziario, sia per gli operatori che per i detenuti".

Altra tematica che tengono in considerazione riguarda poi "l’uso terapeutico della cannabis". Aumentare la produzione di cannabis medica "garantirebbe ai pazienti il pieno godimento di un diritto costituzionale fondamentale come il diritto alla salute".

I firmatari della lettera chiedono al premier di "prendere in carico" la proposta e di "programmare un incontro con alcune delle principali associazioni di categoria come Federcanapa, Assocanapagroup, Ancica Canapa industriale. Il Parlamento sovrano - concludono - è già in contatto con queste realtà, e in fase di analisi delle proposte che scaturiranno dagli Stati generali, è pronto a fare la sua parte".

La missiva al presidente del consiglio è stata quindi l’occasione per tornare su un tema da sempre dibattuto in Italia, con molti a favore, ma anche molti contro la legalizzazione.

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