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ELEZIONI REGIONALI 2020

Simona Bisaglia, da outsider a consigliere regionale

890 preferenze le valgono un seggio a Venezia

Simona Bisaglia, da outsider a consigliere regionale

Simona Bisaglia

Ieri mattina è andata al lavoro come sempre, nella filiale bancaria di Bergantino. Ancora non sapeva di essere diventata consigliere regionale. Poi, un po’ alla volta, Simona Bisaglia, tra telefonate e informazioni on line, ha capito di avercela fatta. E’ lei l’outsider che nessuno, o quasi nessuno, aveva pronosticato per il ruolo di consigliere regionale. Invece le 890 preferenze e il 31,5% della lista Zaia presidente l’hanno proiettata direttamente su un seggio di palazzo Ferro Fini. Diventando, assieme a Cristiano Corazzari, il secondo esponente del Carroccio ad ottenere il pass per Venezia.

46 anni, assessore comunale a Trecenta, ma residente a Badia Polesine e cresciuta a Zelo. Due figli e un impiego in banca. Simona Bisaglia si presenta così.

Intanto il cognome, chissà quante volte le avranno chiesto di una parentela con Toni Bisaglia, più volte ministro della Dc negli anni ‘70 e ‘80.

“Me lo chiedono spesso. Ma non c’è nessuna parentela con Antonio Bisaglia. Almeno non che io sappia. So comunque che questo cognome è importante per la storia del Veneto e del Polesine”.

Si aspettava di essere eletta in consiglio regionale?

“No. Non ero la principale favorita. Però ci speravo e ho lavorato per questo. Ammetto di essere felicissima per questo risultato e sono davvero carica e con tanta voglia di fare. Sono nella Lega da diversi anni e sono assessore a Trecenta con deleghe a cultura, sicurezza, Protezione civile. E da qualche anno sono anche volontaria della Protezione civile, settore in cui credo molto”.

Le prime cose che farà dal seggio del consiglio regionale?

“Devo ancora rendermi conto di quanto è successo. Cercherò di capire bene come funziona il sistema, ma di sicuro vorrò occuparmi del mio territorio. E’ una banalità, ma è anche una verità. Cercherò in tutti i modi di valorizzare e risollevare il turismo, il Polesine è una terra ricca di cose da vedere e da promuovere. Lo sappiamo tutti: il Delta, le coste, il turismo fluviale, il patrimonio artistico e architettonico. Le tante bellezze paesaggistiche dall’Alto al Basso Polesine. In gioventù ho anche lavorato nel settore turistico, impiegata in hotel in Trentino, e so quanto sia importante. Ma non solo. Io lavoro a Bergantino e so quanto sia importante il settore della giostra per l’economia del territorio. Occorre sostenere questo comparto, ancora in sofferenza a causa del lockdown e delle sue conseguenze. E poi l’autonomia regionale, vero obiettivo di governo della prossima amministrazione veneta”.

Quali crede siano state le ragioni del suo successo?

“Di sicuro la grande affermazione di Zaia e delle liste a lui collegate. E poi forse il fatto di non essere tanto conosciuta, magari la mia presenza in lista ha suscitato curiosità, interesse. Sono donna, madre di famiglia, lavoratrice, amministratrice comunale, volontaria nella Protezione civile, credo che anche tutto questo abbia fatto la differenza”.

Simona Bisaglia, inserita nella lista Zaia presidente, ha totalizzato 890 preferenze, sparse un po’ su tutto il territorio polesano con picchi a Badia Polesine (197), Lendinara (102), Rovigo (75), Bergantino (71), Trecenta, (70).

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