you reporter

ADRIA IN LUTTO

Addio Arduino, uomo semplice che vinse l'orrore

Polesine in lacrime per l'ultimo saluto a Arduino Nali, alpino, deportato, partigiano che si è speso fino all'ultimo per portare ai giovani i valori di libertà e pace

Aveva visto l'orrore dei lager ed era sopravvissuto. "Neppure io so come ho fatto", diceva. Aveva visto morire a centinaia le persone che aveva vicino. Non aveva mai dimenticato. Aveva sempre con sé il tesserino che lo aveva accompagnato in prigionia. Ma tutta quella morte, quella violenza, quella oscenità contro natura, non avevano mai incrinato la sua fiducia che un mondo migliore, un bel mondo dove crescere e far crescere fosse possibile.

Sino all'ultimo, Arduino Nali, 96 anni, adriese, non si è risparmiato nel portare, ai giovani un messaggio positivo, nel far comprendere loro il valore della libertà e della pace, nell'adoperarsi che si sviluppasse un coscienza comune perché, davvero, non possa accadere mai più.

I funerali sono stati celebrati nella chiesa della Carbonara, nel pomeriggio di martedì 2 febbraio, tra tantissime autorità e tante persone. Sul feretro di Arduino, il suo cappello con la penna nera da Alpino e il fazzolettone dell'Anpi. Nell'aria, "Bella Ciao", perché Arduino era stato un partigiano; l'inno di Mameli, perché era stato un soldato italiano; e "Signore delle Cime", perché era stato un alpino.

Tante autorità, tante persone. E anche giovani. Di questo, di sicuro, Arduino sarebbe stato felice.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

LE ALTRE NOTIZIE:

GLI SPECIALI

speciali: TESORI un viaggio tra terra mare e lagune
speciali: TESORI tra fiumi terra e lagune

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl