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CORONAVIRUS IN ITALIA

Nuovo Dpcm: restano coprifuoco e zone a colori. Chiuse le scuole in zona rossa

Presentato dai ministri Speranza e Gelmini: entrerà in vigore il 6 marzo e durerà fino al 6 aprile

Nuovo Dpcm: restano coprifuoco e zone a colori. Chiuse le scuole in zona rossa

02/03/2021 - 19:20

È arrivata la firma sul nuovo Dpcm anti-Covid, il primo di Mario Draghi, che sarà in vigore dal 6 marzo e fino al 6 aprile. Tra le novità principali la stretta sulla scuola. L'idea del governo, che recepisce le indicazioni del Cts, è di chiudere gli istituti automaticamente in zona rossa e dare la facoltà nelle altre aree di interrompere le lezioni in presenza se, a livello locale, si raggiungono 250 casi ogni 100mila abitanti, a prescindere dal colore delle zone. Nelle regioni gialle e arancioni, dunque, la decisione viene rimandata a governatori e sindaci.

A illustrare tutte le nuove misure i ministri della Salute e agli Affari regionali, Roberto Speranza e Maria Stella Gelmini, il presidente dell'Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro e il presidente del Consiglio superiore di Sanità, Franco Locatelli. Per la prima volta, al contrario della "tradizione Conte", non c'è invece il presidente del Consiglio a tenere la conferenza stampa. 

Ma è uno dei pochi tratti di discontinuità rispetto al precedente esecutivo. "Il principio guida del nuovo Dpcm - ha detto il responsabile della Sanità - è la tutela della salute. Siamo convinti che per far ripartire il paese serva vincere la battaglia sanitaria. Per questo il decreto è un decreto di conservazione che mantiene anzitutto la divisione in colori dell'Italia".

La differenza maggiore riguarda, come detto, le scuole. A preoccupare sono le varianti, in particolare quella inglese, oggi prevalente, e che colpisce anche i bambini. Dunque didattica a distanza in tutti gli istituti nei territori più colpiti.

L'altra novità riguarda la cultura. Dal 27 marzo dovrebbero riaprire cinema e teatri, acquistando i biglietti su prenotazioni, e salvo peggioramenti della curva epidemiologica.

Le Regioni hanno avanzato dubbi sulla chiusura delle scuole. È stato il sindaco di Bari e presidente dell'Anci Antonio Decaro a spiegare: "Siamo consapevoli che sia fondamentale salvaguardare la salute, anche con provvedimenti duri, ma allo stesso modo ho posto nuovamente il tema dei controlli sugli assembramenti su strade o piazze da parte delle forze dell'ordine: far sì che si accetti l'interruzione delle lezioni in presenza diventa più complicato se ogni sera ci sono centinaia di ragazzi in giro nei luoghi della movida". Per il presidente della Puglia Michele Emiliano "deve essere il governo a scegliere non noi". Il presidente del Veneto Luca Zaia avrebbe invece contestato il parametro dei casi per abitante, sottolineando come questo penalizzi le regioni che fanno più tamponi, mentre il governatore dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini avrebbe evidenziato la necessità di prevedere un bonus per le famiglie che lavorano e avranno i bambini a casa. 

Restano il coprifuoco dalle 22 alle 5 e il divieto di spostamento tra regioni.

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