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Locanda Vecchia Custoza <br/> e il menu del Risorgimento

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Uno dei piatti della Vecchia Custoza 6.JPG

Un piatto tipico della Locanda Vecchia Custoza

Una gestione legata alla storia di una famiglia che parte dal lontano 1969. Il Ristorante Locanda Vecchia Custoza, è sempre stato gestito dalla famiglia Boscaini. A tracciare la strada Andrea con la moglie Luciana e i tre figli partiti dai tempi (oggi improponibili ) del mitico “Enal” quando l’allora “bettola” era frequentata da artisti del calibro di Minguzzi, Marino, Berrocal, Ghermandi, Celimberti.

Oggi nella gestione è subentrata Sabina con i figli Pietro e Gianmaria con la stessa passione ed entusiasmo dei nonni, cercano di ripercorrere, proponendo il meglio della tradizione culinaria veronese. Il ristorante si trova nel centro di Custoza, uno dei luoghi simbolo del Risorgimento Italiano, teatro di tragici ed epici scontri fra le truppe del Regno di Sardegna e dell’Impero Austro-Ungarico per l’unità d’Italia. A testimoniare gli episodi imparati sui libri di scuola le ville che recano ancora i fori delle pallottole e delle granate, e i monumenti ai caduti.

A metà costa della collina si trova il ristorante: ambiente rustico, ma curato soffitto e pavimenti in legno, tavoli ben distanziati in grado di garantire la privacy della conversazione e una bella veranda che viene sfruttata soprattutto d’estate.

In sala la capostipite Luciana con la figlia Sabina che con cordialità e competenza sanno sempre mettere a loro agio i commensali e dare i giusti suggerimenti nella scelta dei piatti sempre preparati con cura e, dunque, belli alla vista. “privilegiamo – afferma Luciana – la semplicità che solo una cucina casalinga con la ‘C’ maiscola riesce a dare”.

Il menu, che in parte rispecchia piatti in voga nel Risorgimento, è ampio: la pasta fresca, le carni alla brace il lavarello del lago di Garda e il luccio in salsa, vengono alternati con piatti tipici di stagione. Nei mesi invernali i ravioli alla zucca o, in alternativa, ripieni con il broccoletto, ortaggio tipico della zona che alcuni attenti agricoltori hanno recuperato. Alimento povero ma prezioso ricco di sostanze nutrienti e benefiche. In estate i ravioli, piatto che con i tortellini della vicina Valeggio sul Mincio non manca mai, vengono proposti al pecorino e basilico. Invitanti sono gli antipasti: il ricco tagliere di affettati o l’assaggio di formaggi, il luccio con polenta sono vere ghiottonerie.

La cantina è ben fornita, soprattutto dei vini locali Doc come il Custoza Superiore ed il Bardolino, il passito ed i giovani spumanti prodotti dalle varie cantine presenti sui colli veronesi. Il conto è onesto, visto la qualità di ciò che si mangia. Il ristorante è chiuso il giovedì e la domenica sera, telefono 045/516026.

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