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Tutti in piazza per il vino dei Dogi

L'evento

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E’ il primo importante appuntamento enologico a livello veneto e nazionale del nuovo anno.
Domenica 15 gennaio il Torcolato Doc, famoso vino dolce della Pedemontana vicentina, torna in piazza a Breganze.
E’ ormai un evento fisso: la terza domenica del nuovo anno segna l’appuntamento con la “Prima del Torcolato”, tradizionale festa che i viticoltori locali dedicano al passito, uno fra i più ricercati ed amati del panorama enologico italiano.
Le uve di Vespaiola della vendemmia 2016, raccolte a mano dopo quattro mesi di appassimento nei fruttai, nei solai delle cantine e delle case, verranno spremute pubblicamente in un vecchio torchio degli anni Trenta.
Una manifestazione che coinvolge l’intera comunità.
Il Torcolato è sicuramente il vino che meglio esprime ed incarna la storia secolare e la tensione al perfezionismo di tutti i prodotti della zona Doc, frutto com’è di sapienze tramandate di generazione in generazione, di lavoro artigianale, di selezione certosina dei grappoli insieme ad una grandissima perizia enologica.
La lavorazione artigianale del Torcolato risale ai tempi della Serenissima, quando la repubblica di Venezia avendo perduto il predominio sulle isole dell’arcipelago greco, dovette rivolgersi all’entroterra veneto per sostituire il Malvasia.
Il Torcolato divenne così il vino dei Dogi. Nettare che veniva offerto agli ambasciatori.
Il vino del resto è di casa a Breganze fin dall’antichità: la felice posizione geografica tra l’Altopiano di Asiago e la pianura, ben collegata alle vie di comunicazione già da epoca romana grazie alle centuriazioni, ed il terreno alluvionale associato ad un microclima particolare, avi hanno favorito molto la coltivazione della vite.
Il nettare che si ottiene dalla prima spremitura dell’uva Vespaiola appassita impiegherà almeno altri diciotto mesi di maturazione controllata, prima di poter essere imbottigliato. Un lavoro lungo e scrupoloso, che dà vita ad un vino memorabile.
Lo rendono inconfondibile il colore giallo dorato, il profumo intenso di miele di acacia e fiori bianchi, il sentore in bocca di frutta, di fichi e di albicocche secchi, di datteri e nocciole, con leggere note di agrumi, come di scorze d’arancia o di mandarino, ed un gradevole accenno speziato, impartito dall’affinamento in legni nobili nell’interpretazione di alcuni produttori.
La sua straordinaria dolcezza è contemperata da una buona acidità, che gli deriva dall’uva autoctona Vespaiola, leggermente aromatica ed esclusiva della zona di Breganze, da cui ha origine.
Il nome Torcolato nell’opinione più diffusa deriva dal metodo utilizzato per asciugarne le uve subito dopo la vendemmia: attorcigliate, “torcolate” per l’appunto, con una coppia di spaghi, vengono lasciate appese nei mesi invernali alle travi di soffitte pulite e ben aerate.

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