you reporter

Rovigo

Alla caccia dell'identità di Merit e Baby

Le due mummie sono state sottoposte a Tac all'ospedale di Rovigo

Merit e Baby ora hanno una storia. Le due mummie di Rovigo esposte alla mostra di Palazzo Roncale, venerdì  pomeriggio sono state sottoposte a Tac nel reparto di Radiologia del Polo Ospedaliero della città.

E così ora attorno a Merit e Baby aleggia un po’ meno mistero. Gli esperti che hanno operato al reparto di radiologia hanno infatti chiarito che i due resti erano di un bimbo di un anno e di una giovane donna. Forse proprio madre e figlio,

Ad eseguire il delicato esame lo staff medico specialistico di radiologia alla presenza del direttore generale dell’Ulss 5 Antonio Compostella e del primario radiologico Massimo Favat, sotto la sovrintendenza degli esperti studiosi dell’Università di Padova: l’egittologa Claudia Gambino, medico legale come Andrea Porzionato, la radiologa Veronica Macchi, la restauratrice Cinzia Oliva e il professore di anatomia umana del dipartimento di neuroscienze Raffaele De Caro e dell’ingegner Crovera della fondazione Cariparo.

Al termine della Tac, è stata confermata l’ipotesi più affascinante e nello stesso tempo più sentimentale, dando ragione alle mogli degli accademici, che al suo arrivo a Rovigo avevano adottato la mummia più piccola ravvisandovi un neonato e ornandola con nastrini. Sotto i resti dei tessuti, hanno spiegato i dottori Favat e De Caro, si intravvede infatti lo scheletro di un piccolo essere umano con la tipica divisione in due parti dell’osso frontale, caratteristica dei bambini con il cranio ancora in formazione: presumibilmente dell’età di circa un anno di vita.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: Turatti Group
Speciali: Sagra del pesce di Chioggia

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl