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La presentazione

Quegli Addormentati eretici e altre storie tra arte e magia

“Città segreta” ospite dell’Art Room: la Pizzo e Businaro questa sera alla mostra della Greggio e di Milani.

30/11/2018 - 21:14

Arte e letteratura sono da sempre un binomio vincente se ben organizzate, come nel finissage della mostra “Artes magae” di Miranda Greggio e Luigi Milani, che ha ospitato la presentazione del libro “Città segreta-Storie, cronache, leggende della Rovigo del Cinquecento” di Giorgia Businaro e Giovanna Pizzo, all’Art Room in via Mazzini 28.

Dopo il successo delle edizioni esaurite e gli eventi di novembre alla ricerca dei luoghi “segreti” di streghe ed esoterismi a Rovigo, le due autrici hanno raccolto l’invito dei due artisti a ripensare il loro volume in relazione alle opere protagoniste della loro mostra, che indaga l’esoterismo, quale dedica alla mostra del Roverella “Arte e magia”, ispirandosi ad uno dei più stupefacenti capolavori di arte esoterica ed ermetica al mondo: la cappella Sansevero di Napoli, che conserva opere come “Il Cristo velato” di Giuseppe Sanmartino, “La Pudicizia” e il “Disinganno” di Francesco Queirolo, oltre alle enigmatiche “Macchine anatomiche”.

Nel sodalizio artistico “1+1=3”, che punta l’accento su “un’interpretazione corale dell’arte come somma di individualità e di più linguaggi” - ha spiegato Greggio - la creatrice di gioielli approdata a forme scultoree ha incontrato l’arte pittorica di Milani, privilegiante busti, soprattutto di donna ed il risultato è stato l’approdo alla “smaterializzazione della corporeità”.

Tutto l’opposto di quello che è descritto nel libro, che svela una Rovigo insolita e misconosciuta di streghe ed Inquisizione, in atmosfere cinquecentesche ambientate in luoghi in parte molto diversi da oggi, dove il corpo ha una presenza pregnante: dalle “signaresse”, le presunte streghe-guaritrici che “segnavano” le parti malate e le coprivano con decotti o preparavano presunte pozioni magiche alle punizioni fisiche inflitte a queste “donne difettose”, come orribili amputazioni; dalle torture all’esposizione alla berlina ed alle morti sui roghi.

Suggestivo è stato poi il richiamo al luogo in via Mazzini, dove pare si trovasse la sede dell’Accademia degli Addormentati, costituita da altolocati ed intellettuali, anche donne, soppressa in ombra di eresia. Chiusura emotiva con il gustoso racconto sui fantasmi di Rovigo della voce registrata di Sergio Garbato. La mostra sarà ancora visitabile per una settimana.

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