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Il caso

Gatta uccisa con un’arma da fuoco

Gli animalisti chiedono giustizia. Dieci associazioni per un unico appello: "Indagini accurate e condanna esemplare, che sia di monito nei casi di brutalità verso gli animali".

Gatta uccisa con un’arma da fuoco

La gattina uccisa (foto di Estense.com)

Le associazioni animaliste ferraresi dedicano la Giornata mondiale per i diritti degli animali alla gattina tricolore che viveva in una colonia felina nei pressi di Boara, brutalmente uccisa con un colpo d’arma da fuoco, di cui piangono la perdita e chiedono giustizia tramite un appello sottoscritto da associazione A Coda Alta, Gata, Animal Defender, Animal Liberation, Lega del Cane, Leal, Oipa, Avedev, Enpa e Lav.

Questa giornata, che quest’anno compie 20 anni, si celebra il 10 dicembre, “data non scelta a caso - spiegano gli animalisti - ma che coincide con la Giornata mondiale dei diritti umani, per ricordare alla società che valori fondamentali quali rispetto, libertà e giustizia vanno estesi a tutti gli esseri viventi, al di là di ogni differenza di specie. In quanto esseri senzienti, come ormai acclarato da decenni di studi scientifici, anche gli animali sono portatori di diritti che purtroppo non possono rivendicare, ma che spetta a noi umani riconoscere”.

Per questo “movimenti e associazioni animaliste si sono mobilitate in conseguenza dei sempre più numerosi fatti di cronaca che li vedono vittime e hanno in corso petizioni per proposte di revisioni costituzionali e modifiche di legge affinché gli animali da oggetti possano finalmente essere riconosciuti soggetti”.

“A quella povera gattina è stato tolto un diritto primario, fondamentale e inalienabile: il diritto alla sua vita – dichiarano gli animalisti ferraresi - Quella piccola creatura non aveva mai conosciuto, durante la sua breve vita, il calore di una casa e l’affetto di una famiglia, ma era affidata alle amorevoli cure di una volontaria che si occupava di lei e di tutta la colonia felina e che vogliamo ancora una volta ringraziare”.

“Non sappiamo di quale grave colpa si fosse macchiata per meritare una condanna alla pena capitale – scrivono le associazioni ferraresi -, come pure non conosciamo le dinamiche oscure e perverse che attraversano la mente di un individuo che decide volontariamente e con fredda premeditazione di impugnare un’arma modificata per diventare letale, entrare nella proprietà privata dove si trova la colonia felina e lì sparare contro un essere inerme che non aveva alcuna possibilità di difesa. Sappiamo solo che tanta crudeltà va fermata e condannata e la condanna non può essere solo etica”.

Per questo “chiediamo e sollecitiamo indagini accurate affinché si possa giungere alla identificazione del colpevole – è l’appello degli animalisti - Ogni superficialità, inerzia, omissione e sottovalutazione della gravità del reato non può che tradursi in un’altra forma di violenza che si aggiunge alla violenza del gesto efferato compiuto. Chiediamo giustizia tramite severa applicazione delle poche leggi esistenti a tutela degli animali e una condanna esemplare che sia di monito nei casi di uccisione ingiustificata e crudele di un animale”.

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