Cerca

Sanita'

"Carenza di medici? Solo nel pubblico"

L'analisi di tre consiglieri regionali: "Dottori sottopagati, nessuno vuole lavorare a queste condizioni in ospedale"

Studio medico fatiscente, pazienti con i cappotti

"Emergenza medici? Certo, ma non per le realtà private. La carenza di personale riguarda solo il pubblico. Sicuramente le scuole di specializzazione hanno troppi pochi posti rispetto ai laureati in medicina, ma questo non ferma la sanità privata che alla fine propone contratti migliori, rispetto a quelli che la Regione Veneto ha messo a concorso, con condizioni economiche più basse di tutta l’Italia. La giunta Zaia dovrà interrogarsi sul perché della fuga di professionisti dalle strutture pubbliche. E la risposta non è assumere pensionati". È quanto affermano in una nota i consiglieri regionali Cristina Guarda (Civica AMP), Piero Ruzzante (Liberi e Uguali) e Patrizia Bartelle (Italia In Comune). "Nei nostri ospedali mancano 1.300 specialisti, una situazione che andrà ad aggravarsi con quota 100. Invece di richiamare in servizio medici in pensione, si facciano concorsi con condizioni accettabili e rispettose; nessuno di noi lavorerebbe senza sosta con turno di notte e turno diurno successivo, specialmente se ha la responsabilità della salute della gente. E si stanzino fondi adeguati per nuove assunzioni, pensando agli oltre 10 mila giovani che ogni anno fuggono dal Veneto di Zaia. È su questi cervelli che bisogna investire, ogni giovane laureato in medicina che sceglie di lavorare nella nostra regione equivale ad un medico in più nella sanità veneta per i prossimi trent'anni. Richiamare i settantenni significa mettere un tampone per qualche anno: è una politica miope”.

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400

Impostazioni privacy