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Il caso

Il Comune spende 9.400 euro per le patatine

E’ la somma che ha dovuto sborsare per pagare lo smaltimento di un carico di patatine surgelate rimasto in deposito per quasi 4 anni

24mila chili patatine sotto sequestro da tre anni

9.400 euro per smaltire 20mila chili di patatine avariate. E’ la somma che ha dovuto sborsare il Comune di Rovigo per pagare lo smaltimento del carico di patatine surgelate rimasto in deposito per quasi 4 anni. Mesi e mesi di burocrazia per trovare il modo di far sparire un tir pieno di patatine avariate che nessuno aveva reclamato dal momento del sequestro. E solo qualche mese fa il consiglio comunale di Rovigo aveva dato il via libera allo smaltimento attraverso l’incarico ad Ecoambiente.

La storia delle patatine dimenticate comincia il 30 agosto 2015, quando la polizia stradale ferma a Boara Pisani un camion con rimorchio intestato ad una società bulgara. Il controllo rileva diverse irregolarità, fra cui il non funzionamento del sistema del “freddo” per il refrigeramento del carico, 19.245 chili di patatine surgelate. Viene disposto il fermo amministrativo del mezzo, trasportato in un’autocarrozzeria di Rovigo. Emerge, poi, che quelle patatine non possono più essere consumate e che sono da considerare rifiuti da smaltire. Ma come? E da chi? Ne nasce una lungaggine burocratica che coinvolge enti e autorità, e che va e viene tra Italia e Bulgaria. Si scopre che la normativa sui rifiuti speciali vieta il trasferimento all’estero. Le patatine per oltre tre anni rimangono stivate sul rimorchio. Fino allo smaltimento dello scorso marzo.

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Commenti all'articolo

  • adriano tolomio

    28 Aprile 2019 - 08:01

    Resta sempre il camino con rimorchio che qualcosa varrà.

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