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Allarme Pfas: "L'acqua del rubinetto è sicura"

Così assicura in una nota inviata ai Comuni la direttrice generale della società che potabilizza le nostre acque

Allarme Pfas: "L'acqua del rubinetto è sicura"

Una comunicazione inviata ai sindaci di Castelnovo Bariano, Bergantino, Calto, Castelmassa, Melara, Ceneselli, Canaro, Occhiobello, Pincara, Stienta, Fiesso Umbertiano, Frassinelle e Polesella, oltre che al Prefetto di Rovigo, al Consiglio di bacino Polesine e alla Provincia. A inviarla è Monica Manto, direttore generale di Acquevenete, con oggetto "presenza della sostanza cC6O4 (un Pfas di nuova generazione, ndr) nel fiume Po".

"Con la presente comunichiamo quanto segue sul ritrovamento del composto cC6O4 nelle acque del Fiume Po, utilizzate nei processi di potabilizzazione delle acque. Con nota 28254 del 28 marzo 2019 l'Ulss 5 Polesana ha comunicato alla scrivente società il ritrovamento del composto citato in acqua potabile a valle della centrale di Corbola, sostanza sino ad oggi non ricercata nelle acque grezze - potabili".

"Il composto cC6O4 non rientra infatti tra quelli normati dal decreto legislativo 31/01 né tra quelli richiesti dalla normastiva regionale dei Pfas e non è riportato negli elenchi presenti in letteratura tra i principali inquinanti emergenti. Pur non essendo ancora disponibile uno standard certificato per la ricerca analitica del composto, il laboratorio di Acquevenete ha implementato un metodo per l'esecuzione delle analisi utilizzando uno standard commerciale condiviso con Arpav".

"Dai riscontri analitici effettuati è stata confermata la presenza del cC6O4 nell'acqua grezza superficiale che alimenta i tre impianti di potabilizzazione di Canalnovo, Corbola e Pontemolo, mentre le analisi condotte sull'acqua grezza utilizzata presso le tre centrali che prelevano acqua di falda del fiume Po (Castelnovo Bariano, Occhiobello e Polesella) hanno invece da subito espresso valori inferiori al limite di quantificazione Arpav".

"Parallelamente all'implementazione della metodica di laboratorio, Acquevenete Spa ha accelerato la sostituzione di tutte le masse filtranti a carbone attivo dei propri impianti, non più idonee all'assorbimento del composto, attività che si concluderà entro la metà di maggio. Ad oggi, comunque, le analisi sull'acqua potabile evidenziano valori di cC6O4 inferiori al limite di quantificazione Arpav presso tutte le sei centrali gestite da Acquevenete sull'asta del Po, comprese quelle di Canalnovo, Corbola e Ponte Molo".

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