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Ecco la nuova super tac

E’ stata presentata nella giornata oggi la nuova Tac installata all’ospedale San Luca di Trecenta

Ecco la nuova Tac, uno strumento che migliora la diagnostica. E’ stata presentata nella giornata oggi la nuova Tac installata all’ospedale San Luca di Trecenta. Riguardo la radiologia, il reparto di Trecenta svolge un ruolo importante con quasi cinquantamila prestazioni all’anno.

La nuova Tac, il cui investimento è attorno ai 500mila euro, è un migliore strumento di diagnostica e va a sostituire il vecchio macchinario. Il dottor Massimo Favat, primario di radiologia, ha spiegato che “la nuova Tac migliora la diagnostica per via delle immagini migliori e per un aspetto molto vantaggioso per il paziente, ovvero la minor dose di radiazione a cui il paziente è sottoposto. Inoltre, il nuovo macchinario porta il livello di tecnologia uguale in tutte le sedi dell’azienda ospedaliera, in modo che tutti i pazienti abbiano a disposizione le stesse tecnologie”.

La nuova Tac è in funzione da una settimana, tempo in cui il personale è stato formato riguardo gli aggiornamenti tecnologici. All’incontro di presentazione erano presenti anche il direttore sanitario, Edgardo Contato, e il sindaco di Trecenta, Antonio Laruccia, che ha espresso la sua soddisfazione per l’arrivo del nuovo macchinario che “si inserisce nel progetto di sviluppo iniziato nel 2016”.

Nel presentare il nuovo macchinario, il direttore generale Antonio Compostella ha parlato più diffusamente del San Luca in relazione alle nuove schede ospedaliere affermando che “il San Luca è confermato come ospedale per acuti, nodo di rete”. E ancora: “Riguardo all’area medica, si sta procedendo a nominare il primario di medicina, mentre per la chirurgia il progetto è far diventare l’ospedale di Trecenta il centro per il day surgery, facendo in modo che vengano coinvolti tutti gli specialisti.

Ad oggi quattro sale operatorie vengono utilizzate quotidianamente, anche se ne sono disponibili altre due. Ci sono 40 posti letto per la riabilitazione multidisciplinare. L’obiettivo, è quello di portare una parte della chirurgia protesica al San Luca, in modo che possa essere integrata con la riabilitazione. I quattro letti di terapia intensiva rimangono, a supporto della medicina. La procreazione assistita, fiore all’occhiello del San Luca e riferimento soprattutto per chi viene da fuori provincia e da fuori regione. E poi i dieci posti letto di riabilitazione neurologica, dedicati alle patologie complesse”.

Compostella ha sottolineato, inoltre, che “il San Luca è solido e avrà un futuro come ospedale che riesce a soddisfare una risposta di base per il suo bacino di utenza, che è molto ampio. Da parte della direzione non mancherà l’attenzione, anche per quanto riguarda le risorse”.Ad una domanda riguardo i posti letto, che diminuiscono nelle strutture pubbliche, ma aumentano nelle strutture private, Compostella ha spiegato: “La Regione ha deciso di investire nelle strutture private convenzionate per limitare i danni dalle fughe di pazienti in altre regioni, soprattutto riguardo la chirurgia e la riabilitazione. Se invece di andare in altre regioni, i pazienti vanno in strutture convenzionate il danno è limitato”.

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