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Autonomia regionale

“Non firmiamo accordi farsa”

“Basta prese in giro. Deve essere l’ora della svolta storica, o la fa Conte o qualcun altro”

“Non firmiamo accordi farsa”

No a pannicelli caldi. No a prese in giro e nessuna firma ad accordi farsa. E’ chiara e senza sconti la lettera con cui Luca Zaia e Attilio Fontana ieri hanno risposto al premier Giuseppe Conte.

Nel pomeriggio di ieri i governatori di Veneto e Lombardia hanno risposto al Presidente del consiglio mettendo puntini sulle i e non lesinando stoccate al numero uno del governo Lega-5Stelle. Un governo che vede il partito di Zaia e Fontana, la Lega, in posizioni chiave, ma che non è ancora riuscito a far valere le istanze autonomiste.

Una lettera dai toni apparentemente morbidi, ma in realtà duri. Si denuncia il clima di mistificazione che in parte del governo si alimenta sul tema dell’autonomia. Si ribadisce il no a forme di autonomia farlocca “Nessuna farsa” e il no ad ulteriori prese in giro.

Autonomia “L’autonomia - scrivono - richiesta dai cittadini lombardi, veneti, emiliano-romagnoli vuole cercare di rendere più semplice la vita di chi lavora, studia, vive nelle nostre regioni. La nostra vita quotidiana è fatta di salti a ostacoli contro la burocrazia che complica ogni attività e rende difficile sia fare l’imprenditore sia l’amministratore pubblico. Noi invece vogliamo l’autonomia per cercare di semplificare la vita di tutti”.

Per Zaia e Fontana “non avremo scuse se non riusciremo a realizzare i nostri progetti. Per questo vogliamo una autonomia vera, non un pannicello caldo che produrrebbe ulteriori guai. L’autonomia è soprattutto responsabilità: chi non la vuole non ama rispondere davanti ai propri cittadini delle azioni politiche e amministrative messe in campo.

E ancora: “Abbiamo discusso su ogni tavolo ministeriale e tecnico, non ci stiamo ad essere presi in giro con una discussione che sembra il gioco dell’oca per cui si torna sempre alla casella di partenza. La nostra autonomia si basa su quanto dice la Costituzione, la nostra richiesta di avere competenza su 20 e su 23 materie, si basa su quanto recita l’articolo 116, terzo comma”.

I due governatori, entrambi della Lega, poi dicono che “avremmo voluto che il Presidente del Consiglio fosse davvero il garante della Costituzione vigente, denunciando le false notizie diffuse con malizia e cattiva fede. Favole come quella dei cattivi del Nord, ricchi ed ingordi, che vogliono rubare ai poveri del Sud. Nessuno vuole aggredire l’unità nazionale. Lei sa bene quanti e quali Ministri si sono impegnati in questa irresponsabile gara a spararla più grossa. L’autonomia è una sfida per la modernità e l’efficienza del Paese intero”.

E aggiungono, riferendosi a Conte, che “ci sentiamo profondamente feriti quando leggiamo le sue esternazioni, presidente Conte, soprattutto dopo colloqui diretti durante i quali abbiamo più volte sottolineato che non si chiedono più risorse, ma semplicemente la possibilità di spendere in autonomia quelle che ci sono già assegnate. In questi giorni i nostri cittadini sono preoccupati perché negli ospedali si registra una carenza di medici che allunga le liste di attesa e rischia di mettere in difficoltà interi reparti. Le nostre Regioni sono in equilibrio finanziario nel comparto della sanità, e chiedono che sia possibile assumere subito i medici che servono. È attentare ai pari diritti dei cittadini? Se non si cambia, la verità è che questi diritti non potranno essere garantiti. I nostri studenti ogni anno assistono alla sarabanda degli insegnanti. Con l’autonomia chiediamo di avere la possibilità vera di poter programmare senza cambiare i programmi di insegnamento. Anche questo è attentare ai diritti costituzionali?”

E ancora: “Sull’ambiente e sul territorio chiediamo di poter avere le competenze per rispondere alle pressanti richieste di semplificare le procedure che oggi fanno sì che non si risponda per anni ad imprenditori e cittadini. La Costituzione permette di poter realizzare un’autonomia differenziata proprio perché riconosce le diversità che ci sono fra zone del Paese. Chiediamo soltanto di poter spendere in autonomia le risorse a noi assegnate. Peraltro, da sempre ci facciamo carico delle esigenze dell’intero Paese e ora chiediamo che il Paese si faccia carico delle nostre”. Per Zaia e Fontana “senza un’autonomia vera non riusciremo a rendere competitivi ed attrattivi i nostri territori e questo sarà grave”.

E infine “noi restiamo aperti al dialogo e pronti a cambiare opinione se il testo delle intese sarà capace di rispondere alle esigenze della vita vera che abbiamo provato a descrivere. Ma se si continua con una farsa, come accaduto finora, è evidente che non firmeremo nulla”. Quindi l’esortazione al premier per arrivare “a trovare un’intesa coi ministri, formuli una bozza di intesa seria da proporci, quindi con altrettanta velocità saremo in grado di replicare in modo costruttivo”.

E poi quel che risuona come un ultimatum: o fai l’autonomia o si va a casa. “Al Presidente del Consiglio - scrivono - deve essere però chiaro che noi non firmeremo un accordo senza qualità come quello per ora che si sta profilando”. Di nuovo a Conte: “Si assumerà la responsabilità di aver negato quanto è stato chiesto da referendum, da milioni di elettori veneti e lombardi. Per parte nostra vogliamo mantenere fede all’impegno. Presidente Conte, lei ha l’opportunità di scrivere una pagina di storia di questa Repubblica. Se non la scriverà lei, lo farà qualcun altro. Perché la spinta verso l’autonomia è ormai inarrestabile”.

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