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L'INIZIATIVA

Polesine e trentino, la memoria di un lunghissimo legame

L'assessore alla cultura Tovo: "Forma di riflessione sulla nostra identità perché il nostro passato è quello che definisce ciò che siamo"

Il ruolo del Polesine durante il primo conflitto mondiale e negli anni immediatamente successivi è al centro del progetto "Rovigo Levico Rovereto 1919-2019".  Un progetto che vede coinvolte diverse istituzioni culturali polesane e trentine, in particolare l’Accademia dei Concordi, la Biblioteca civica G.Tartarotti di Rovereto, la Biblioteca del Seminario Vescovile di Rovigo, il Centro Polesano di Studi Storici, Archeologici, Etnografici, la biblioteca F. Chilanti di Ceneselli. L’iniziativa gode del patrocinio dei Comuni di Rovigo e di Levico Terme, oltre che del Comando Forze Operative Nord dell’Esercito Italiano. Hanno aderito  anche la Prefettura di Rovigo e i Comuni di Rovereto e di Ceneselli.

L’iniziativa intende riproporre la memoria e i valori che in passato hanno caratterizzato il dialogo culturale e civile tra il Polesine e il Trentino, consolidatosi già negli anni antecedenti la Grande Guerra con l’accoglienza di diversi esuli, provenienti soprattutto dal territorio di Rovereto. Da loro prese vita il gruppo denominato Famiglia Trentina di Rovigo, attivando una forte proposta civile nel corso della guerra, curando la pubblicazione del periodico mensile "Alba Trentina" e sollecitando, alla fine del conflitto, la città di Rovigo e le Istituzioni polesane per un sostegno concreto alle famiglie di Rovereto e degli altri centri trentini distrutti dalla guerra.

"E' importante – ha detto l'assessore alla Cultura Roberto Tovo, in occasione della conferenza stampa di presentazione tenutasi oggi a palazzo Nodari - fare tesoro delle ricorrenze come forma di riflessione sulla nostra identità perché il nostro passato è quello che definisce ciò che siamo. Ringrazio chi ha collaborato a questo progetto, offrendo alla città l'opportunità di conoscere queste vicende storiche".

Animatore di questo impegno del Polesine a favore del Trentino fu don Antonio Rossaro di Rovereto, come ha spiegato Raffaele Peretto, presidente  del CPSSAE,  esule a Rovigo dal 1908, impegnato nel Polesine in molteplici attività, da direttore del settimanale diocesano a collaboratore dell’Accademia dei Concordi, da cooperatore pastorale a Ceneselli a direttore di “Alba Trentina”. Tornato dopo la fine della guerra a Rovereto don Rossaro diresse la civica Biblioteca della città e si impegnò per la realizzazione nella città trentina del Museo della guerra e della Campana dei Caduti, istituzioni volte a protrarre nel tempo la memoria delle fatiche e delle sofferenze ma anche la passione civile e la solidarietà che avevano caratterizzato i difficili anni di guerra ed avevano avvicinato alle città trentine i maggiori centri italiani e, tra questi, Rovigo. Nel 1916, infatti, sulla scia di iniziative avviate da alcune città per offrire la bandiera tricolore alle città redente, si stabilì che sarebbe stata Levico la città di riferimento per Rovigo, e venne istituito a tale riguardo il Comitato “Pro bandiera a Levico”. Dopo la fine del conflitto nel settembre 1919, rappresentanti del comune di Rovigo insieme ad una delegazione di studenti e di autorità si portarono a Levico per la consegna ufficiale della bandiera, proseguendo poi per gli altri centri del territorio. Nell’itinerario assunse rilievo culturale e civile la sosta a Rovereto, città che accolse gli ospiti, e particolarmente i giovani, con particolare calore.

 

E sul significato della bandiera, si è soffermato  il presidente dell'Accademia dei Concordi Giovanni Boniolo. “E' veramente un piacere essere partner in questa occasione, molti soci si sono adoperati per far sì che questo evento potesse concretizzarsi. Un evento che vede due aspetti importanti, da un lato quello simbolico della consegna della bandiera, un atto di grande valenza simbolica a livello di identità della nazione Italia. Una cosa che secondo me dovrebbe essere ripresa. Dall'altro, si rinnova il rapporto amicale con Rovereto. Queste due cose fanno si che l'evento che organizziamo il 16 sia un  momento importante per la città, per rispolverare tratti della nostra storia comune, che dovrebbero essere di pubblica conoscenza”.

 

Per ricordare questi episodi gli studenti dell’indirizzo classico ed artistico del Liceo Celio-Roccati di Rovigo, come ha spiegato la dirigente scolastica Annamaria Pastorelli,  nel corso dell’attività scolastica 2018-19, sotto la guida dei rispettivi insegnanti e di collaboratori esterni, hanno svolto ricerche d’archivio, esaminato documenti e bibliografie, giungendo a produrre testi, filmati, elaborati artistici finalizzati alla presentazione pubblica del legame tra il Polesine e il Trentino che si terrà  il 16 ottobre a Rovigo in Accademia dei Concordi ed il 24 dello stesso mese a Levico e Rovereto.

Soddisfazione anche da Adriano Mazzetti socio dell'Accademia dei Concordi e don Bruno Cappato responsabile della biblioteca del Seminario vescovile di Rovigo.

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