you reporter

IL PERSONAGGIO

Il campione adriese Niccolò Paganin vince ancora all'Eredità!

Gioia per la vittoria, ma amarezza per essersi lasciato sfuggire di mano ben 10mila euro

Il campione adriese vince ancora all'Eredità!

Finale thrilling per la puntata de “L’Eredità” di questa sera, che ha visto Niccolò Paganin laurearsi campione, sia pure a mani vuote perché la ghigliottina si è mangiata il bottino di 10mila euro.

Ma è stato proprio da mangiarsi le dita, perché il giovane adriese in qualche modo intuisce la risposta esatta, ovvero “dita”, ma poi si perde in un ragionamento un po’ complicato arrivando a scrivere “digitale”. Sorpreso lo stesso conduttore Flavio Insinna perché quando insieme ricostruiscono la parola di collegamento tra martello, storia, tocco, pressione e punta scopre che Niccolò è sulla strada giusta.

“Mi sono confuso tra sostantivo e aggettivo” si giustifica il 31enne adriese. Insinna ribatte: “Hai fatto tutto solo”. Così Paganin si è visto sfuggire sotto gli occhi 10mila euro e l’amarezza è tanta.

Un bottino molto ridimensionato rispetto i 160mila da cui partiva, ma la ghigliottina è tremenda: di fronte alle prime quattro risposte sbagliate ha via via dimezzato l’importo, poi Niccolò ha salvato i 10mila euro scommettendo su “punta” invece di “pianta”. Poi tutto è svanito in quel ragionamento finale in cui è andato a complicarsi la vita.

Che cosa è successo, Niccolò?

“Non ricordo l’altra parola, ma era sempre associata al termine digitale - spiega a mente fredda - associo immediatamente la parola ‘digitale’ a pressione, in quanto il termine tecnico e medico definisce ‘pressione digitale’, per poi collegarmi a storia, intesa come la ‘storia digitale’ riguardo allo studio dello sviluppo delle dita di una mano. Quindi ‘punta digitale’, ovvero delle dita e il martello che accidentalmente può scivolare sulle dita, quindi digitale”.

Comunque in televisione non sei apparso molto convinto?

“Nel momento in cui consegno il cartellino, Flavio mi fa ragionare portandomi a pensare che il termine che avevo scritto era corretto per quanto riguardava le dita, ma intuisco che il sostantivo dita è più azzeccato rispetto all’aggettivo digitale. Subito, mi rendo conto che non dovevo pensare ad un termine meno preciso e sofisticato, ma più diretto ed essenziale. Aver pensato all’aggettivo anziché al sostantivo mi fa sorridere perché la possibilità di vincere la somma in palio mi è proprio sfuggita dalle ‘dita’, anche se sono felice di aver associato un termine sinonimo che forse era più puntiglioso di quello ideato dagli autori. Temendo di cadere nel banale mi sono lasciato fuorviare, ma resta comunque la soddisfazione di essere stato uno tra i campioni dell’eredità”.

In quest’errore ha pesato di più l’emozione di sedersi per la prima volta alla ghigliottina o lo stress di arrivare a fine puntata?

“C’è stata senza dubbio un po’ di emozione, però devo dire che mi sentivo molto stanco, sia per la puntata, sia per lo stress accumulato anche nelle sere precedenti”.

C’è grande amarezza, ma questa non offuscare la grande soddisfazione di essersi laureato, almeno per una serata, campione a “L’Eredità”, un risultato che pochi italiani riescono a conseguire. E domani sera, Niccolò Paganin, sarà ancora su Rai Uno: tutta Adria continua a tifare e sperare.

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su La Voce di Rovigo

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: Teatro Sociale di Rovigo
speciali: Camera di Commercio e Cna: un mondo di opportunità per le imprese

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl