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Flash Mob

Il canto gregoriano per riportare la gente in chiesa

Gli alunni della media "Venezze" insieme a Paolo Rumiz che, dopo un colloquio con Papa Francesco, ha deciso di venire a Rovigo per promuovere il canto gregoriano nelle chiese

Il canto gregoriano per riportare la gente nelle chiese. E' questo il messaggio che questa mattina i ragazzi della scuola media Venezze hanno lanciato nel flah mob organizzato in piazza Vittorio Emanuele II. Un messaggio "cantato", appunto, con gli alunni che hanno intonato un brano appartenente all'antica cultura del canto gregoriano. Prima un piccolo gruppo ha iniziato ad intonare la prima strofa poi, man mano che il canto proseguiva, altri gruppi di ragazzi si sono aggiunti, aumentano l'intensità del brano. Presente oltre a curiosi, insegnati e qualche genitore, anche Paolo Rumiz. Una presenza, naturalmente, non casuale.

Il noto giornalista e scrittore triestino pochi giorni fa, in un colloquio con Papa Francesco, aveva parlato dell'importanza di riportare la buona musica nelle chiese parrocchiali. 

"Nel colloquio con sua Eccellenza ho detto che oggi, in una città del nordest che non ho precisato per non guastare l'effetto sorpresa, un gruppo di bambini, con accanto qualche adulto, avrebbe richiamato l'attenzione su questo punto. Chi meglio di questi bambini può comunicare la bellezza del canto gregoriano. Riportare il canto gregoriano nelle chiese non significa fare un passo indietro, è fare una rivoluzione - ha detto Paolo Rumiz - Il canto crea una dimensione comunitaria straordinaria, cantando il gruppo si sente tale perché ci si esercita all'ascolto che è una cosa che oggi manca. La musica abitua alla percezione dell'invisibile delle vita, a tutto ciò che non è apparenza". 

La scelta del canto gregoriano, poi, è una scelta peculiare. "Il canto gregoriano è l'origine di tutta la nostra liturgia. Gregoriano è la base della musicalità italiana, tutto discende da lì". 

"Nella scuola media Venezze di Rovigo ho trovato una collaborazione mirabile, che non avrei trovato in nessuna altra grande città italiana. La piccola Rovigo, la nebbiosa Rovigo, l'emarginata Rovigo mi ha fatto un regalo strepitoso, del quale sono grato" ha concluso.

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