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PROVINCIA DI ROVIGO

Bilancio da lacrime e sangue. Rovigo lo blocca

Approvato dal consiglio provinciale ma non dall'assemblea dei sindaci. Rovigo si astiene perché non compaiono i debiti del Consvipo

Il bilancio previsionale è, ancora una volta, di quelli da lacrime e sangue. E finisce in pareggio solo grazie ad una normativa che ti permette di considerare le alienazioni (come se qualcuno volesse davvero compare immobili della Provincia per 10 milioni di euro) per coprire "i buchi". E il Consvipo all'interno del bilancio non c'è. "Il lodo non è ancora effettivo, va depositato in tribunale. Poi scatta la fase di esecuzione. In accordo con il Consvipo abbiamo deciso di rimandare il deposito nel momento della liquidazione se lì si andrà", spiega il presidente della Provincia Ivan Dall'Allar. Ma consiglieri lo votano lo stesso. I pochi sindaci dell'assemblea, invece, no. Rovigo, rappresentato dall'assessore Luisa Cattozzo, si è astenuto, proprio per l'assenza della voce Consvipo nel bilancio. Quindi blocca il bilancio. Che sarà approvato comunque dal consiglio fra 10 giorni. Ivan Dall'Ara su tutte le furie contro l'assessore di Rovigo: "Questi sono dilettanti allo sbaraglio".

Ecco la sintesi del bilancio previsionale nella relazione del presidente letta in aula.

"Pur con le note difficoltà che da anni gravano sulle Province, a causa degli ingenti contributi da riversare allo Stato, è stato possibile, anche per quest’anno, presentare il bilancio triennale di previsione 2020- 2022. Le previsioni rispettano l’equilibrio di bilancio, come stabilito dalla normativa vigente, conseguito solo per effetto della possibilità concessa dalla legge 205/2017 di utilizzare i proventi da alienazioni patrimoniali per finanziare le quote capitali dei mutui o dei prestiti obbligazionari in ammortamento nell’anno.

Per quanto riguarda la spesa per il personale (che correttamente rispetta i vincoli di cui a D.L. 78/2010 e l’obbligo di contenimento di cui alla L. 296/2006) è stato abolito il divieto di assunzione per le Province e sono state ripristinate le facoltà assunzionali. Tuttavia le attuali disponibilità finanziarie non consentono nuove assunzioni se non quella -necessaria- del Dirigente Tecnico in sostituzione di due cessazioni.

Per quanto riguarda le entrate vanno rilevati i principali trasferimenti di capitale previsti nei triennio in base a disposizioni di legge:

- 1.321.511,93 euro per l’anno 2019; 1.321.511,93 euro per l’anno 2020, e 1.321.511,93 euro per l'anno 2021 previsti dall’articolo 20 comma 3 del DL 50/2017, per la manutenzione straordinaria delle rete viaria;

- i fondi regionali per il trasporto pubblico 605.535,51 euro per l'anno 2020, sulla base di apposito provvedimento della Regione;

- i fondi regionali per l'edilizia scolastica pari ad € 1.949.300 e i fondi statali per l'edilizia scolastica pari ad 1.673.000.

Per quanto attiene invece alle spese si evidenzia che:

- non sono previste accensioni di prestiti e non vi sono ulteriori oneri derivanti da contratti relativi a strumenti finanziari derivati attivi in aggiunta a quelli già in essere;

- sono previsti contributi per investimenti da erogare ai Comuni per 92.168,54 euro nel 2020, 91.168,54 euro nel 2021 e nel 2022, a titolo di quote consolidate di rimborso prestiti.

Per quanto riguarda i mutui, il rimborso di quote capitale nel 2020 sarà pari a € 1.208.000,00, arrivando ad una previsione di debito residuo finale di 57.804.228,56 euro.

E’ stato effettuato l’accantonamento minimo al Fondo di riserva come previsto dalla normativa, nella misura dello 0,30% (6 99.979,77) delle spese correnti.

Anche l’accantonamento del Fondo Crediti Dubbia Esigibilità è stato effettuato come da disposizioni del D. Lgs. 118/2011 individuando, come entrate di dubbia esigibilità, i proventi derivanti dall'attività di controllo e repressione delle irregolarità e degli illeciti limitatamente alle funzioni fondamentali, corrispondenti al titolo 3 tipologia 200.

Si è proceduto con l’applicazione al 100% del grado di inesigibilità che emerge dallo storico degli accertamenti e delle riscossioni.

Una criticità è rappresentata dall’obbligo dell’accantonamento a Fondo per perdite delle società partecipate, necessario nel caso in cui società partecipate dalle pubbliche amministrazioni locali presentino un risultato di esercizio negativo.

Il valore del fondo è stato quantificato in 129.544 euro per effetto dell'incremento delle perdite del Cen.Ser. Spa, che -dopo la chiusura del 2016 con utile- ha registrato negli anni successivi un risultato d'esercizio negativo.

Pertanto tale Fondo, per l’annualità 2020 sarà pari ad 129.544 euro e per la annualità 2021 e 2022 sarà pari ad 5.000 euro (fatti salvi eventuali cambiamenti di situazioni ad oggi non prevedibili)".

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