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ADRIA

Loro c'erano, hanno visto l'orrore e chiedono: "Mai più"

Un commovente giorno della memoria, tra ricordo e impegno solenne

“Quello che è successo 75 anni non deve più accadere, ma non possiamo più chiudere gli occhi su quello che sta succedendo anche oggi, a partire dalla Libia dove ci sono veri e propri lager dove le persone vengono torturate, le donne stuprate e si continua a morire barbaramente”: è il duro monito lanciato dal sindaco Omar Barbierato questa mattina, lunedì 27 gennaio, nel “Giorno della memoria”, nel 75esimo anniversario della liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, divenuto il simbolo dell’Olocausto.

Insieme al primo cittadino, la consigliera comunale Oriana Trombin delegata agli eventi culturali, mentre era assente il presidente Franco Bisco per impedimenti familiari. Unico consigliere comunale presente Sandro Gino Spinello, quindi i rappresentanti delle autorità militari e dei corpi dello Stato, le associazioni d’arma e combattentistiche, studenti delle superiori e la cittadinanza.

La cerimonia è iniziata con la deposizione di una corona d’alloro davanti alla lapide che ricorda i martiri della Shoah, in prima fila il partigiano Arduino Nalin, superstite di Mauthausen, e Gigin Passadore, bandiera del volontariato adriese. Nell’aula consiliare del municipio Gioia Beltrame ha svolto l’intervento commemorativo sottolineando la necessità “non solo di ricordare ma di combattere il negazionismo che non ha fondamenti storici né scientifici ma solo ideologici e propagandistici: l’Olocausto c’è stato e sono morte almeno 6 milioni di persone tra ebrei, rom, sinti, disabili, omosessuali, quelli che vennero ‘etichettati’ come scarti della società, oltre ad avversari politici”.

Così gli studenti hanno letto alcuni brani delle drammatiche testimonianze dei sopravvissuti. Intanto nel plesso scolastico Manzoni prosegue fino a sabato prossimo la mostra “I bambini nella Shoah” allestita dagli alunni della primaria Anna Frank.

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