you reporter

L'emergenza

Anziani, con il Covid 241 morti in più

Lo Spi-Cgil analizza i numeri: da marzo a dicembre scorso decessi aumentati di oltre il 20%.

Anziani, con il Covid 241 morti in più

Più di qualcuno l’ha definita “strage”. E, purtroppo, il termine appare più che appropriato quando ci riferiamo ai cosiddetti grandi anziani (over 85). Sono loro, infatti, le prime vittime della pandemia in tutto il Veneto dato che il virus ha falcidiato soprattutto le persone più fragili. Il trend, naturalmente, non tralascia la provincia di Rovigo che, nella triste conta della mortalità, se la cava meglio delle altre realtà venete ma deve comunque confrontarsi con una crescita di decessi fra gli ultra-ottantacinquenni nettamente superiore alla media degli ultimi anni. Ma facciamo parlare i numeri dell’Istat elaborati dallo Spi Cgil del Veneto.

In Polesine - dove si contano circa 10 mila e 200 over 85 per il 70% donne - nel periodo che va dal primo marzo al 31 dicembre 2020, sono deceduti oltre 1.400 grandi anziani (per l’esattezza, 1.423) contro i 1.182 che sono la media degli anni 2015-2019. L’aumento è notevole, 241 morti in più (+20,4%), anche se nelle altre province si registrano impennate più consistenti (vedi tabella). In pratica, fra marzo e aprile 2020 è morto il 14% dei grandi anziani contro l’11% degli anni prima. Come detto, gli ultra-ottantacinquenni sono le prime vittime del Covid che però ha colpito anche le altre fasce d’età sopra i 65 anni. I decessi fra gli abitanti di età compresa fra 65 e 74 anni sono cresciuti del 10,6% mentre l’incremento nella fascia d’età 75-84 anni è dell’8,2%.

A livello comunale, il capoluogo ha visto morire una trentina di grandi anziani in più rispetto alle media degli anni 2015-2019: 275 contro 245 (+12%). In proporzione, è andata molto peggio ad altri territori, come Corbola, con 42 decessi over 85 rispetto a 19, (+ 119%), Ceneselli (23 decessi contri gli 11 dei periodi precedenti, +102%), Loreo (passato da 14 a 27 morti, +84%), Porto Tolle (da 38 a 60, +58%).

"Questi dati - commenta Nicoletta Biancardi segretaria dello Spi Cgil di Rovigo - confermano in pieno le nostre sensazioni. La pandemia ha fatto una vera e propria strage fra i nostri anziani. Persone che qualcuno ha addirittura considerato sacrificabili e che invece, come sappiamo molto bene, sono in gran parte ancora attive e presenti nella nostra comunità e spesso rappresentano la stampella economica per figli e nipoti. Per questo abbiamo contestato l’iniziale piano della regione che ritardava la vaccinazione per i grandi anziani».

Il territorio rodigino conta però la crescita percentuale di decessi fra gli over 85 più bassa di tutto il Veneto. "I morti fra gli ultra-ottantacinquenni restano comunque tanti e non ci si può certo consolare con le peggiori performance delle altre province venete – continua Biancardi – Da parte nostra, questi numeri fungono ancor più da stimolo per continuare con il nostro impegno e i servizi messi a disposizione delle persone anziane e fragili, come lo sportello sociale, che sta diventando un punto di riferimento per tanti rodigini".

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0

GLI SPECIALI

speciali: TESORI tra fiumi terra e lagune
speciali: I NOSTRI TESORI tra fiumi, mare e lagune

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl