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FIESSO UMBERTIANO

Il paese saluta la sua colonna, grande volontario e grande uomo

Un commosso addio a Giancarlo Giacometti, 82 anni

22/05/2021 - 18:57

Sono arrivati in tantissimi, pur nel pieno rispetto delle disposizioni anti covid. La comunità fiessese e il mondo del volontariato si sono stretti in un ideale abbraccio attorno alle spoglie del loro amico Giancarlo. Scomparso nel pomeriggio di giovedì, all’ospedale di Rovigo a seguito di una malattia, Giancarlo Giacometti, 82 anni, era persona molto conosciuta ed apprezzata non solo dai suoi compaesani, ma anche da tutti coloro che avevano avuto la fortuna di incontrarlo.

Era considerato un vero e proprio punto di riferimento. Dopo aver lavorato per oltre vent’anni come perito elettronico e direttore tecnico in una azienda di Ozzano Emilia, era stato poi gestore del negozio di ferramenta, quando suo suocero Albino Cazzuffi ha raggiunto la meritata pensione. Una ferramenta che per molti fiessesi, era divenuta con la presenza di Giancarlo un punto di ritrovo dove ci si poteva confidare, sfogarsi e chiedere consigli.

Impegnato nel volontariato a tutto tondo, Giancarlo per più di 20 anni, come volontario Unitalsi, ha ininterrottamente accompagnato gli ammalati con il Treno Bianco al santuario di Lourdes, senza però togliere tempo alla sua attività di donatore e presidente dell'Avis di Fiesso Umbertiano. Sempre per Avis ha ricoperto ruoli sia a livello provinciale che regionale. Ha collaborato con l’amico Zoppellari, alla fondazione del gruppo Aido, era parte attiva del Gruppo Vincenziano, dell’associazione Impegno Civico e del Centro Sollievo Comete Onlus, associazione attraverso le quali portava il suo sostegno ai portatori di handicap e agli ammalati di Alzheimer.

Come se non fosse sufficiente, quando poteva si recava all’ospedale di Trecenta per aiutare gli ammalati senza famigliari, durante la somministrazione dei pasti. Molto attivo e collaborativo anche nelle attività parrocchiali e sempre presente alle varie attività del comitato Fiera, Giancarlo, originario di Vigarano Mainarda, non aveva mai perso il suo amato dialetto ferrarese, con il quale si dilettava anche a comporre bellissime poesie. Per l’ultimo saluto c’erano davvero tutti. La moglie Costanza, la figlia Anna, i suoi tre amatissimi nipotini, una rappresentanza di Unitalsi e di tutte le associazioni delle quali faceva o aveva fatto parte, amici ma soprattutto moltissimi compaesani che hanno voluto accompagnare l’amico Giancarlo nel suo ultimo viaggio.

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