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Granzette

Vezzaro lascia l'ex manicomio: "Ero in continua ansia"

I Luoghi dell'abbandono comunicano la rescissione del contratto. Il 2 giugno ultimo giorno di apertura

I “Luoghi dell'abbandono” abbandonano il parco

Devis Vezzaro

26/05/2021 - 11:22

Annunciata via Facebook, la rescissione del contratto con l'Ulss 5 da parte dell'associazione I Luoghi dell'abbandono, per la gestione dell'ex manicomio di Granzette, è stata formalizzata lunedì scorso. Il presidente Devis Vezzaro, annunciando l'ultima giornata di apertura, il 2 giugno, accusa la famiglia che lo ha reso ansioso, per i continui atti di vandalismo, e i rodigini, compresi esponenti dell'amministrazione, che l'hanno ostacolato "Masin in primis", scrive.

"L’associazione, nella giornata di lunedì 24 maggio, ha provveduto a formalizzare con la proprietà la rescissione del contratto per giusta causa, escludendo l’opzione di un ripensamento - si legge nella nota - Tuttavia, riscontrando da parte della cittadinanza un sostegno sorprendente e una tristezza nel vedersi chiudere il parco, comunichiamo che nella giornata di mercoledì 2 giugno, sarà aperto il parco, dalle 10.00 alle 18.00, per un’ultima passeggiata al suo interno, per salutare gli animali prima del loro trasferimento e per venire a salutare noi foresti, che con amore e sacrificio abbiamo fatto rinascere questo luogo, ma che per la cattiveria di una famiglia locale hanno gettato la spugna".

Vezzaro spiega le ragioni dell'abbandono dell'ex manicomio. "A chi mi chiede perché getto la spugna e lascio la gestione del parco di Rovigo, ecco le mie notti da circa 6 mesi - racconta - Continui risvegli, con l’ansia dei danni che avrei potuto trovare al mattino successivo". Continua: "Stavo esaurendo la mia energia vitale, consumata dalla persecuzione di individui spregevoli. Ora ho scelto di salvarmi e andremo via a breve, ma l’ansia e il malessere interiore ci metterà più tempo".

Vezzaro non nasconde la tristezza: "Per aver accettato la sconfitta, ma la mia salute e la mia famiglia sono più importanti di qualche parcheggio o dell’invidia verso un foresto, che ha saputo realizzare un sogno, un progetto che in molti hanno blaterato, ma oltre alle parole niente hanno fatto. Addio Rovigo, abbiamo insegnato ai chiacchieroni che le parole volano e scompaiono, mentre chi si sporca le mani e suda fatica lascia sempre qualcosa di concreto".

E conclude con un attacco al consigliere del "Forum dei cittadini" Matteo Masin: "Io vi lascio un parco meraviglioso, ora tocca a voi prendere il testimone, fate vedere che non siete solo quaquaraquà, ( Masin in primis)".

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