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ADRIA

"Stop all'autodromo": centinaia di disdette a hotel e ristoranti

I team del Wsk si sono trasferiti a Lonato. Baruffaldi: “Mazzata per l’indotto, intervengano le istituzioni”

"Stop all'autodromo": centinaia di disdette a hotel e ristoranti

19/01/2022 - 09:49

E’ atteso per domani il pronunciamento del giudice che consentirà o meno di far riaprire i battenti all’autodromo Adria International Raceway, dopo l’intervento dell’altro giorno da parte del curatore fallimentare che ha disposto lo sgombero dei locali. Un atto al quale si è opposta la società Bioitalia che attualmente gestisce l’autodromo e che ieri, attraverso i proprio legali e consulenti, ha provveduto a fornire al giudice un’ampia documentazione per far valere le proprie ragioni.

Incalcolabile il danno di immagine ed economico che ne è conseguito, perché nel giro di poche ore la notizia ha fatto il giro del mondo per l’importanza che l’autodromo adriese si è conquistato in 20 anni di attività.

Intanto, salta l’appuntamento automobilistico del Wsk in programma nel fine settimana con la partecipazione di circa 250 piloti, creando un indotto tra le 800 e 900 persone. Già nella giornata di ieri hanno cominciato a fioccare le disdette per alberghi e ristoranti, mentre i team hanno traslocato a Lonato, nel Bresciano.

La notizia ha provocato sorpresa e sconcerto in città: il mondo politico si interroga preoccupato. “Spero e mi auguro - commenta l’ex sindaco Massimo Barbujani - che le problematiche relative alla chiusura dell’autodromo possano risolversi nel più breve tempo possibile. Da ex amministratore, da appassionato, ma soprattutto da imprenditore so bene quale indotto ha creato e crea questa struttura che proprio quest’anno compie 20 anni”.

Forte preoccupazione anche nelle parole del capogruppo della Lega, Paolo Baruffaldi, che è di casa all’autodromo in veste di pilota. “La temporanea, almeno spero, chiusura della pista è una mazzata per le attività dell’indotto. Le istituzioni devono dare subito il proprio contributo affinché riaprano i cancelli il prima possibile: ne va dell'economia di tutto il territorio”.

Un altro appassionato di motori è Angelo Lucio Cavallari che dice: “Per la nostra città è una bruttissima notizia. Molti purtroppo non si rendono conto di quanto importante, anche solo economicamente, sia questa struttura per la nostra città. Così, da adriesi ma soprattutto da appassionati, speriamo di sentire di nuovo, il prima possibile, le auto rombare in pista”.

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commenti 2
  • Sandro56

    19 Gennaio 2022 - 10:10

    Non capisco perchè se un privato rischia in una attività e fallisce se ne devono occupare le istituzioni...

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  • Ryan1960

    21 Gennaio 2022 - 08:08

    Ha perfettamente ragione Sandro56.

    Rispondi

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