VOCE
rovigo
13.03.2025 - 05:00
Si è tenuta lunedì, nella sede dell’Arci di piazza Tienanmen, la presentazione del libro “Mai più sole”, contro la violenza sessuale. Nadia Maria Filippini, autrice del libro, docente di storia delle donne all’università Ca’ Foscari di Venezia, ha presentato un excursus storico del femminismo degli anni Settanta.
Filippini ha ricostruito una vicenda che ha segnato uno snodo cruciale nella lotta contro la violenza sulle donne: la prima manifestazione femminista in un processo per stupro, a Verona nel 1976, che vede il movimento, d’intesa con la parte civile, chiedere il dibattimento a porte aperte. Il processo viene trasformato in un’azione di denuncia contro la parzialità dei giudici, la vittimizzazione secondaria e la cultura solidale con lo stupro.
Il valore emblematico e l’impatto mediatico della vicenda, seguita per la prima volta in diretta anche dalla Rai, hanno portato il tema della violenza di genere al centro del dibattito pubblico.
Si è quindi inaugurata una stagione di mobilitazioni e iniziative delle donne, con l’apertura di centri antiviolenza e la modifica del codice Rocco, che ancora derubricava lo stupro come reato contro la morale.
La ricca documentazione, per la maggior parte inedita, di cui si è avvalsa la ricerca, ha consentito di mettere in luce le figure delle protagoniste, i contenuti e le sfaccettature di una battaglia con le sue ripercussioni sociali e politiche, che ancora oggi resta attuale.
Il dibattito con numerosi partecipanti ha testimoniato come questo tema sia profondamente sentito dalla cittadinanza tutta. La psicologa Emilia Canato, moderatrice della serata, ha presentato un progetto di ricerca sul femminismo rodigino. Durante la discussione Maria Grazia Avezzù ha ricordato come anche il Polesine faccia la sua parte nel contrastare questi fenomeni attraverso la presenza di un centro antiviolenza del Polesine e la relativa Casa rifugio, struttura autorizzata ad operare dalla Regione Veneto.
La Delegata alle pari opportunità dell’ordine degli avvocati di Rovigo, Roberta Cusin, ha ricordato l’importanza dell’educazione affettiva e sessuale nelle scuole e come l’ordine degli avvocati di Rovigo sia già attivo in opere di sensibilizzazione inseriti all’interno di curriculum scolastici.
L’ordine degli avvocati ha anche inaugurato, a palazzo Angeli, una mostra sulle “Madri costituenti” che hanno gettato le basi della nostra Costituzione.
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