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Dismorfia digitale, allarme dei dermatologi

Filtri e social spingono verso modelli estetici irreali

Dismorfia digitale, allarme dei dermatologi

I social media stanno influenzando sempre più la percezione del proprio corpo, alimentando un fenomeno definito dismorfia digitalizzata. A lanciare l’allarme è la SIDeMaST durante il congresso nazionale di Rimini, dedicato al futuro della dermatologia.

Al centro della preoccupazione ci sono filtri, app di editing e contenuti altamente curati, che diffondono immagini di pelle perfetta e senza difetti, lontane dalla realtà. Questo divario tra immagine reale e digitale può generare una percezione distorta del proprio aspetto.

Secondo gli esperti, sempre più pazienti si rivolgono agli specialisti con richieste mirate a somigliare alla propria versione filtrata o a modelli visti online. Un segnale evidente di come il confronto continuo con immagini artificiali stia incidendo sull’autostima.

Il fenomeno, noto anche come social media dismorfismo, descrive proprio questa insoddisfazione legata alla discrepanza tra realtà e rappresentazione digitale. Un meccanismo amplificato dall’uso quotidiano di piattaforme visive.

Gli specialisti invitano a un uso più consapevole degli strumenti digitali e a una corretta informazione scientifica. Il rischio, infatti, è inseguire standard estetici irrealistici, dimenticando che la pelle reale ha caratteristiche biologiche e individuali che non possono essere replicate dai filtri.

L’obiettivo è riportare l’attenzione su un concetto semplice: la tecnologia può migliorare le immagini, ma non dovrebbe alterare il rapporto con la propria identità.

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