you reporter

Omicidio Negrini, "Stella premeditò l'uccisione"

Il caso

casolare negrini copia.jpg

Il casolare di Nicola Stella dove sono stati trovati vestiti e pistola di Massimo Negrini

08/03/2017 - 21:22

Nicola Stella, il 39nne di Lendinara in carcere dal febbraio dello scorso anno per l'omicidio di Massimo Negrini, artigiano di 51 anni, di Giacciano con Baruchella, aveva portato la carabina nel suo casolare di Lendinara, l'aveva chiesta in prestito. In sostanza, aveva premeditato l'uccisione dell'uomo al quale doveva 25mila euro circa.



Questa la convinzione del pm Monica Bombana che all'udienza di oggi, 8 marzo, ha contestato l'aggravante della premeditazione al gup Alessandra Martinelli, chiamata a decidere con rito abbreviato.



L'aggravante in precedenza era caduta, ma alla luce di indagini suppletive, avvenute dopo la misura cautelare del carcere, la procura ha ritenuto di inserirla nuovamente.



Per l'avvocato di Stella, non era quella la sede per rimodulare il capo d'imputazione, ma il giudice Alessandra Martinelli ha rigettato l'eccezione e accolto la richiesta di modifica del capo d'imputazione. Per dar modo alla difesa di lavorare anche su questo importante punto, il giudice ha rinviato 9 giugno.



In questa sede, il gup Martinelli interrogherà l'imputato, come chiesto dallo stesso Stella, in carcere da un anno, dopo il fermo dei carabinieri, con l'accusa di avere ucciso con un colpo di carabina in un occhio Massimo Negrini, 51 anni, artigiano. Con quest'ultimo Stella era in affari per la compravendita di mobili e oggetti d'antiquariato.



La difesa di Stella, rappresentata dall'avvocato Giovanni Gentilini, da subito, aveva professato l'innocenza del giovane, che a sua volta aveva chiamato in causa un cinese, in affari con loro. Ma le indagini della procura hanno escluso questa ipotesi. Un cinese c'era, ma la sera dell'omicidio non era nel casolare di Stella.



Oggi nel procedimento si sono costituiti parte civile i genitori di Negrini e il fratello, con l'avvocato Barbara Bisaglia di Trecenta. L'avvocato ha chiesto un risarcimento di un milione di euro (400mila euro ciascuno a genitori e 200mila al fratello.



La sentenza è attesa per il 9 giugno, massimo per il 15 giugno.




Il servizio completo sulla Voce di Rovigo

LASCIA IL TUO COMMENTO:

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 1000

commenti 0


GLI SPECIALI

Tesori. Alla scoperta del territorio tra mare e lagune
speciali: TESORI tra fiumi terra e lagune

Notizie più lette

Copyright 2018 © | Tutti i diritti riservati.
Privacy Policy - Cambia le impostazioni sulla privacy - Condizioni di utilizzo

Powered by Gmde srl