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Giovanni, cento anni e non sentirli

Il compleanno

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Giovanni Menardi

06/08/2017 - 09:00

Un intero paese è invitato a festeggiare nonno Giovanni per il giorno del suo centesimo compleanno.



Oggi, 6 agosto, esattamente un secolo fa, nasceva infatti nella località Valdentro di Lendinara, Giovanni Menardi, classe 1917, oggi in discreta forma al punto che il figlio Amelio ha deciso di festeggiare il papà centenario insieme a tutta la comunità.



Giovanni ha alle spalle una storia intensa e sulla quale si potrebbe scrivere un intero libro. Nato nel pieno del primo conflitto mondiale, ha partecipato attivamente alla Seconda guerra mondiale per poi lavorare nei campi fino ad età avanzata.



Chiamato alle armi per il servizio di leva nel 1937, è stato affidato al 14° Cavalleggeri Alessandria, con destinazione Friuli Venezia Giulia ed esattamente nella città fortezza di Palmanova (Udine).



Qui rimane fino al 1938 per assolvere all’obbligo di leva, per poi ritornare nella sua Valdentro dove rimarrà impegnato nel lavoro dei campi. Allo scoppio della Seconda guerra mondiale viene richiamato alle armi e nel 1941 parte per la campagna di Jugoslavia dove rimane fino al 1943 quando viene fatto prigioniero di guerra e deportato a Caseslaute in Germania e lì gli viene dato l’incarico di “copertura delle buche dovute ai bombardamenti, all’interno di un campo di aviazione”.



Nel 1945, dopo la liberazione si trasferisce in Francia dove rimane fino per tre anni, fino al ’47 occupandosi, data la sua esperienza, in diverse aziende agricole locali, nel molto richiesto lavoro di “zappatore di barbabietole”.
Rientrato in Italia, conosce e sposa il 7 febbraio del 1948, Danilla Pavan, la donna della sua vita alla quale rimarrà legato fino al 1999, anno della morte della moglie.



Sempre nel 1948 decide di conseguire la licenza elementare e si iscrive alle scuole di Lendinara, dove qualche anno dopo termina con successo gli studi.
Ritornato a lavorare nella sua adorata campagna polesana, verso al fine degli anni ‘80, il signor Giovanni, oggi arzillo centenario, si trasferisce con la famiglia a Villanova del Ghebbo dove risiede ancora oggi confortato dall’affetto del figlio, della nuora dei nipoti e di tutta la comunità.
Giovanni, che tra le altre cose, da diversi anni è orgogliosamente iscritto all’Associazione nazionale combattenti e reduci, ha ancora una sorella, Erminia, più giovane di qualche anno ma che ancora risiede nella vecchia abitazione di Valdentro.



Una giornata davvero particolare, quindi, non solo per Giovanni, che spegne le sue 100 candeline, ma per tutti gli amici e parenti che coglieranno l’occasione per festeggiare il secolo di vita di una persona molto amata e che può davvero raccontare ancora molte cose della sua intensa vita.



Il servizio sulla Voce del 6 agosto

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