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Canaro

Santa Sofia torna nel suo splendore

Completati i lavori di restauro della facciata della chiesa dopo i danni per il maltempo

Santa Sofia torna nel suo splendore

Sono terminati i lavori di restauro della facciata della chiesa di Santa Sofia di Canaro.

A seguito del fortunale che nell’estate del 2013 aveva colpito l’Alto Polesine e il comune di Canaro, la facciata della chiesa era stata bersagliata dalla grandine tanto da rovinare la finitura superficiale in intonachino di calce che, a macchia di leopardo su tutta la muratura, si era ampiamente rovinata. Oggi, finalmente, la chiesa è tornata alla sua bellezza originaria. “La pulitura è stata un’operazione delicata ed irreversibile nei suoi effetti ed è stata affrontata con la massima cautela, rispettando l’attuale normativa e senza produrre materiali dannosi per la conservazione dell’opera o modificazioni estetiche, microfratture o abrasioni della superficie poiché ciò avrebbe potuto portare ad accelerarne il deterioramento - spiega Massimiliano Furini, progettista e direttore lavori architetto - La scelta del metodo da impiegare si è basata sulla natura delle sostanze da asportare e sul tipo di superficie da pulire, privilegiando metodi controllabili dall’operatore ed arrestabili quando si riteneva opportuno. L’efficacia del metodo è stata valutata mediante l’analisi della composizione materica della superficie, dal suo stato di conservazione e dall’analisi delle diverse tipologie di degrado presenti”.

Trattandosi di superficie esterna non scolpita, né decorata, nel rispetto della normativa, è stata effettuata una leggera micronebulizzazione di acqua a bassa pressione e sfregamento con spazzole di saggina su tutta la superficie coperta da depositi indotti dalla presenza di polveri, inquinanti atmosferici e guano di piccione. Nelle zone in cui la tipologia di degrado era invece di tipo biologico, successivamente alle propedeutiche campionature, è stato effettuato un trattamento antivegetativo. “L’intervento è stato eseguito tramite la distribuzione del biocida in soluzione acquosa con appropriate diluizioni e stesure a pennello, il quale dopo un adeguato tempo di posa è stato risciacquato con spazzole di saggina e acqua nei punti più difficili quali cornicioni, decorazioni, statue e pinnacoli”.

Sono state inoltre ripristinate le superfici a marmorino con rasatura delle lacune e successiva stesura di strato di finitura a compensazione. A protezione delle due nicchie, un tempo protette da reti antipiccione, sono state riproposte reti sottili quasi invisibili al fine di impedire ai piccioni di soffermarsi sulle statue e, nelle parti retrostanti protette, di nidificare sporcando e deturpando l’insieme.

L’importo dei lavori è di 31.780 più iva, con un contributo Fondazione Cariparo di 18.760 euro.

C’è soddisfazione da parte del parroco don Mario Turatti, contento dei lavori eseguiti Ditta Ghiotti B e L snc di Trecenta.

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