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Calcio-Il personaggio

Fabio Maistro, campioni si nasce

Il 21enne di Porto Tolle, ora alla Salernitana, è sempre stato seguito dalla famiglia. La mamma Simonetta: “Non ha mai voluto giocattoli, ma solo scarpe da calcio e palloni”.

La Salernitana di Maistro vince

Fabio Maistro

Fabio Maistro, 21 anni, di Porto Tolle, è un talento che si sta facendo strada nel calcio che conta. E la premesse per diventare un giocatore con una grande carriera ci sono tutte. Al punto che è una pedina dell’Italia Under 21. Martedì sera ha giocato contro l’Armenia, a Catania. I genitori, Lorenzo Maistro e Simonetta Pregnolato, con la sorella Silvia, hanno guardato la partita da casa, emozionati e felici. In attesa di vederlo entrare, come è successo al 18’ della ripresa. “In questo momento della sua carriera il percorso è ancora più tortuoso - spiega al telefono la mamma Simonetta - Si trova ad un bivio: da un lato potrebbe essere in ascesa, dall’altro in discesa. Deve continuare a darsi da fare e ci deve mettere qualità e potenzialità. Il sacrificio che deve fare è enorme”.

Simonetta racconta che Fabio gioca a pallone da quando aveva 4 anni. E’ figlio d’arte: infatti anche il papà Lorenzo, detto “Lobe”, ha giocato ad ottimi livelli nel calcio dilettantistico. “In casa mi rompeva tutto, vasi, lampadari e quant’altro. Allora io tagliavo i palloni e lui se li costruiva con la carta stagnola. Trovavo palloni in doccia, sotto il letto. Non ha mai voluto giocattoli, ma solo scarpe da calcio e palloni”, dice. Fino a 10 anni Fabio ha giocato nel Porto Tolle, poi per 4 anni alla Spal. Dopo aver sostenuto diversi provini è stato ingaggiato dalla Fiorentina nel settore giovanile, dove è rimasto altri 4 anni. Inoltre, per 6 mesi continuativi è stato anche in prima squadra, collezionando 14 panchine, con l’allenatore portoghese Paulo Sousa. La mamma ha spiegato che successivamente Fabio è stato svincolato dalla Fiorentina e ha giocato 2 mesi in Portogallo, in prova al Porto.

Rientrato in Italia ha giocato nel Gavorrano, in Serie C, poi nel Rieti. “Ha trovato due bravi allenatori - commenta la mamma - Uno all’andata Ricardo Cheu, portoghese, e uno al ritorno, Ezio Capuano, salernitano. Entrambi lo hanno valorizzato e stimolato. Un giocatore, per vederlo bene e capire le sue capacità, bisogna farlo giocare, perché il campo è la sua vetrina. Fabio è stato classificato uno dei migliori della Serie C”. Finito il campionato, ha ricevuto tante proposte, fino ad essere acquistato dalla Lazio, che lo ha dato in prestito alla Salernitana. Qui ha incontrato mister Gian Piero Ventura, ex commissario tecnico della nazionale, ora allenatore dei campani, che lo sta valorizzando al massimo. E, grazie alle sue prestazioni, è stato notato dal commissario tecnico della nazionale Under 21, Paolo Nicolato, che lo ha convocato sino a farlo debuttare con gli azzurrini.

“Mio figlio assomiglia a mio marito. E’ socievole, va d’accordo con tutti e si adatta sempre alle circostanze – continua Simonetta - Noi genitori non abbiamo mai saltato una domenica e siamo sempre andati a vederlo giocare a Firenze. Gli abbiamo fatto capire che il suo sacrificio è anche il nostro, e abbiamo fatto da esempio. Quando giocava nella Spal non è mai mancato un giorno e non ci ha mai detto di voler ritornare a casa. Fino a 18 anni non è mai uscito il sabato sera”. La mamma conclude dicendo che “si merita tante soddisfazioni, ma che il percorso è ancora lungo”.

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