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Lendinara

Arriva domani lo “Tsunami Veneto”

L’incontro è stato organizzato dal Partito dei Veneti: al centro del dibattito l’autonomia. Appuntamento alle 15 all’ex Pescheria: un’iniziativa lanciata in sette comuni della regione.

Arriva domani lo “Tsunami Veneto”

L'ex Pescheria

Il vento dell'autonomia torna a farsi sentire forte in Veneto e anche la nostra provincia è coinvolta in prima linea: domani alle 15 all’ex Pescheria di Lendinara si svolgerà l’evento “Tsunami Veneto”, un’iniziativa che è stata lanciata contemporaneamente in sette comuni della regione e che punta a far conoscere la nuova proposta politica per l'autogoverno del Veneto. Lendinara è stata prescelta perchè per gli organizzatori è un esempio di buona amministrazione e il sindaco Viaro sarà il primo ad aprire i lavori con il discorso introduttivo, seguito dal coordinatore regionale del Partito Giacomo Mirto e dai rappresentanti locali Fabio Benetti ed Emanuela Munerato. Al termine del dibattito sarà il turno dell'ospite d'onore, il famoso intellettuale veneto Ettore Beggiato, che precederà la proiezione di un cortometraggio sulla storia del Veneto.

L'idea del lancio sul territorio è il risultato del grande riscontro di pubblico ottenuto al Palageox di Padova da parte del Partito dei Veneti, sintetizzato dal rappresentante locale Fabio Benetti: “La giovane età è uno dei punti di forza degli aderenti al nostro partito, la maggior parte ha meno di quarant'anni. Non siamo una forza di destra o di sinistra, puntiamo a diventare il punto di riferimento territoriale di chi crede fortemente nell'autonomia”.

Benetti ricorda che, rispetto all’inizio dell’avventura “Tsunami”, oggi il partito dei Veneti raccoglie ben dieci sigle territoriali: “Dobbiamo prendere atto del fallimento dei partiti nazionali - spiega il referente - nella storia delle autonomie nessun partito nazionale ha mai fatto nulla per promuovere le necessità locali. La nostra promessa è di lavorare sul territorio, candidarci alle amministrative e alle regionali ed escludere completamente le politiche, perchè non siamo interessati al governo centrale ma vogliamo fortemente competere per le regionali del 2025, quando la mancata possibilità di ricandidare Zaia lascerà un vuoto”. Fonte di delusione per Benetti e per gli autonomisti è lo stallo attuale: “Non siamo più la locomotiva d'Italia, si soffre la crisi anche da noi - ogni anno paghiamo quindici miliardi di euro a Roma che non solo non tornano indietro in termini di servizi, ma anche non contribuiscono al miglioramento delle regioni del Sud. In pratica le nostre risorse vengono sprecate. Quello che chiediamo è semplicemente di gestire le nostre competenze con le nostre risorse”. Benetti ricorda anche il senso di impotenza creato dai partiti nazionali: “Facendo politica spesso ci si trova a non poter sostenere una buona iniziativa solamente perchè la proposta proviene dalla parte avversa. Siamo contrari a questo metodo, l'unica cosa che a noi interessa è amministrare bene il territorio, le ideologie non ci interessano”.

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