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Il personaggio dell'anno

Alessia e il sogno di Tokyo

Maurelli, 23 anni, è la capitana della Nazionale di ginnastica ritmica. Campionessa di livello mondiale: “Stiamo preparando al meglio le Olimpiadi 2020”.

Alessia e il sogno di Tokyo

Alessia Maurelli

E’ una delle stelle polesane dello sport. Una stella immensa, la più luminosa: stiamo parlando di Alessia Maurelli, 23enne di Santa Maria Maddalena, frazione di Occhiobello. Nata a Rivoli il 22 agosto del 1996, si trasferisce da piccola in Polesine. Comincia a praticare ginnastica ritmica nell’Associazione ginnastica estense Otello Putinati di Ferrara; nel 2013 vince i campionati nazionali di categoria e, con la società, ottiene una storica promozione nella massima Serie A1. Così nel gennaio 2014 viene convocata dal tecnico Emanuela Maccarani a far parte della Nazionale di ginnastica ritmica dell’Italia. In azzurro entra subito tra le cinque titolari, diventando presto la capitana della squadra. Nel corso degli anni ha conquistato tantissime medaglie diventando una delle atlete italiane più medagliate in assoluto (tanto che se quest’anno conquisterà 13 medaglie diventerà la ginnasta italiana più medagliata della storia). Tra questi risultati, spiccano sicuramente 3 titoli mondiali (Stoccarda 2015, Pesaro 2017 e Sofia 2018) e un titolo europeo (Guadalajara 2018). Purtroppo, l’Olimpiade di Rio 2016 si è conclusa con un amaro e discutibile quarto posto (a soli 0.2 punti dall’argento), in cui ci sono state diverse polemiche perché le azzurre avrebbero meritato un punteggio superiore. Complessivamente ha partecipato ad una edizione dei Giochi Olimpici, cinque campionati mondiali, tre campionati europei e due Giochi europei.

Non solo: è arruolata nell’aeronautica militare con il grado di aviere capo. È anche sponsor e testimonial di diversi marchi tra cui Freddy, Fastweb, UnipolSai.

Abbiamo incontrato Alessia: un modo per conoscerla meglio e apprezzarla.

Come è andato il 2019 che sta volgendo al termine?

“Il 2019 è stato un anno di transito. Nel 2018 infatti, con il secondo posto ai mondiali di Baku, abbiamo conquistato con due anni di anticipo la qualifica per le Olimpiadi del 2020. Questo ci ha permesso di migliorare la qualità del lavoro, perché affrontato con più serenità. Così abbiamo sfruttato il 2019 per rischiare di più nei nostri esercizi aumentando il coefficiente di difficoltà, fino ad arrivare alle composizioni estremamente difficili che stiamo curando nei minimi dettagli e che nel 2020 proporremo alle Olimpiadi”.

Quali sono gli obiettivi per il 2020, in particolare in vista delle Olimpiadi?

“Abbiamo diversi impegni prima delle Olimpiadi di Tokyo, che saranno ad inizio agosto. Primo fra tutti ci sarà la tradizionale esibizione al pubblico che aprirà la stagione a Ferrara... tra l’altro colgo l’occasione per invitarvi intorno i primi di marzo. Per quanto riguarda la parte competitiva, sicuramente parteciperemo alla Coppa del Mondo di Pesaro e agli Europei di Kiev a fine maggio, l’impegno più importante dopo le Olimpiadi. Poi, oltre a queste due gare, parteciperemo strategicamente alle varie tappe di Coppe del Mondo-Grand prix in funzione degli altri impegni stagionali”.

Quali sono le medaglie o i successi più belli della sua carriera?

“Fortunatamente sono tanti i successi e le medaglie già conquistati nella mia carriera. Sicuramente tante sono rimaste nel mio cuore. A parte i tre titoli mondiali che rimangono ovviamente un’emozione unica, ricordo sempre con grande sentimento l’anno scorso, la medaglia d'oro conquistata a Kazan in Coppa del Mondo, a casa delle nostre più acerrime rivali, la Russia. Sentire risuonare il nostro inno di Mameli in mezzo a tutto il pubblico russo silenzioso, ci ha riempito il cuore di orgoglio”.

Può tracciarci un curriculum della sua vita personale e sportiva?

“La ginnastica ha sempre occupato un ruolo fondamentale nella mia vita da quando, a otto anni, ho iniziato ad allenarmi a Ferrara subito in agonismo. A 17 anni mi sono trasferita a Milano per allenarmi nel centro permanente con la Nazionale. Da lì, sono diventata la capitana nel 2017 dopo le Olimpiadi di Rio, dove abbiamo ottenuto il quarto posto. Con la mia squadra ora stiamo puntando alle Olimpiadi di Tokyo. La mia giornata tipo è questa: sveglia ogni mattina alle 7.20, faccio colazione e alle 8 cominciamo allenamento. Finiamo alle 13.30 e, dopo un’ora e mezza di pausa pranzo, riprendiamo allenamento fino alle 18. Le più piccole poi vanno a scuola serale e, 4 volte a settimana, abbiamo fisioterapia in hotel. Questo ogni giorno, a parte la domenica che è di riposo ed è necessaria per recuperare le energie”.

Perché ha scelto questa disciplina?

“Ho scelto questa disciplina un po’ per caso, perché non era abbastanza conosciuta o, meglio, non come ora. Prima facevo ginnastica artistica, ma la mia allenatrice non mi passava in agonistica, perché non ero portata per questo sport, ero troppo esile, flessibile ed espressiva. Io e i miei genitori abbiamo dunque deciso di provare la ritmica ed è stato subito amore a prima vista”.

Riesce a conciliare sport e studio?

“Lo studio è sempre stato parte importante della mia vita. Ho sempre fatto moltissimi sacrifici per riuscire a portare dei bei risultati anche scolastici. Quando mi allenavo a Ferrara, studiavo dopo le mie sei ore di allenamento. Tornavo a casa alle 22, cenavo e mi mettevo sotto a studiare, di notte a volte mi svegliavo prima per finire di ripassare. Non mi è mai pesato troppo, perché ho sempre reputato fosse molto importante. Mi sono quindi diplomata al liceo scientifico che ho svolto 4 anni al ‘Roiti’ di Ferrara e terminato l’ultimo anno a Bergamo con la maturità. Adesso sto proseguendo gli studi: infatti, sono iscritta a scienze della comunicazione a Bergamo e, ginnastica permettendo, di tanto in tanto riesco a dare qualche esame”.

Come vede il suo futuro dopo l’attività agonistica? Resterà nell’ambiente o cercherà altre strade?

“Ho ancora un’idea un po’ sfocata del mio futuro. La ginnastica è uno sport che purtroppo finisce in giovane età, già dopo i 24 il fisico fatica a tenere certi ritmi, perciò valuterò dopo le Olimpiadi se continuare il mio percorso o iniziare una nuova vita. Ho diversi interessi e molte ambizioni, mi piacerebbe molto anche continuare nel mondo della ginnastica. Tra l’altro sono arruolata nell’aeronautica militare, che da anni svolge un lavoro meraviglioso per supportare noi atleti, dunque avrei anche la possibilità di intraprendere la carriera militare. In ogni caso, ancora devo farmi un’idea chiara di ciò che vorrò fare in futuro e sono sicura che una decisione così importante deve essere presa con serenità una volta terminata l’attività sportiva”.

Quale è il suo rapporto con Santa Maria Maddalena, quindi il territorio polesano?

“All’età di cinque anni mi sono trasferita da Venaria a Santa Maria Maddalena, ho la mia casa lì, i miei genitori e mio fratello vivono ancora lì. Amo tantissimo la mia casa e la mia famiglia, torno sempre volentieri ma purtroppo sono davvero poche le volte in cui durante l’anno sportivo riesco a tornare a casa e godermi un po’ la mia famiglia e la mia terra”.

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