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Riconoscenze a Segre e Nali

In consiglio comunale, poco dopo la mezzanotte e mezza, la mozione è passata con 12 voti favorevoli.

Riconoscenze a Segre e Nali

Liliana Segre

Doveva essere un momento di festa, doveva essere l’occasione in cui la città mostrava in maniera unitaria il suo volto democratico e antinazista/fascista, doveva essere la serata per celebrare il superamento di ferite che dovrebbero appartenere al passato. Invece il consiglio comunale dell’altra sera per il conferimento della cittadinanza onoraria alla senatrice a vita Liliana Segre, 89 anni, sopravvissuta al campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau, insieme al conferimento della benemerenza “Adria riconoscente” ad Arduino Nali, classe 1924, ex partigiano ed deportato nel campo di concentramento di Mauthausen, si è svolto in un clima di scontro al punto da trasformare l’aula in un’autentica gazzarra. Alla fine, poco dopo la mezzanotte e mezza, la mozione è passata con 12 voti favorevoli: il sindaco Omar Barbierato e gli 8 consiglieri civici, quindi Paolo Baruffaldi, Lamberto Cavallari e Sandro Gino Spinello; astenuta Giorgia Furlanetto; assenti Massimo Barbujani, Emanuela Beltrame, Enrico Bonato e Simone Visentini. Conclusa la votazione, la confusione è stata tale che il presidente Francesco Bisco si è dimenticato di chiedere un applauso in onore ai due illustri personaggi ai quali la città attribuisce un riconoscimento così prestigioso. Ha rimediato Lamberto Cavallari, sia pure a metà, dal momento che ha proposto l’applauso per Nali.

Sono molteplici le motivazioni che hanno portato a una discussione certamente non degna di un’aula consiliare intitolata a Cesare Zen, un vero e proprio eroe negli anni della guerra civile contro il nazifascismo. Più che attribuire le diverse responsabilità, viene da dire: scagli la prima pietra chi è senza peccato.

Indubbiamente si è partiti con il piede sbagliato, perché le due liste civiche hanno voluto intestarsi la titolarità della mozione per mostrare una platonica medaglia. Sarebbe stato più opportuno che portasse la firma di tutti i capigruppo, almeno di quelle forze politiche che la condividevano.

Oltretutto quella mozione, dalla sua prima apparizione a fine dicembre, era stata “parcheggiata” per quasi due mesi nella capigruppo per trovare una sintesi. Infatti, in commissione alla cittadinanza a Segre è stata integrata la benemerenza a Nali, per questo la mozione avrebbe avuto maggior autorevolezza con il sostegno di più forze politiche. Senza dubbio ha esagerato Giorgia Furlanetto in un’azione apparsa a tratti ostruzionistica ed esasperata che poi l’ha portata a ad astenersi pur non essendo contraria alla cittadinanza onoraria: forse è stata tradita dalla carica di tensione, che lei stessa ha contribuito a creare e che Bisco non ha saputo gestire. La sua contrarietà è stata nei confronti di un documento che originariamente era un copia-incolla di quella mozione che gira per l’Italia. Inoltre aveva chiesto un riconoscimento per Lala Lubelska, sopravvissuta a Mauthausen, molto amica di Adria: nella confusione della serata non si è capito se la proposta è stata approvata, respinta o non presa in considerazione. A questo punto non resta che augurarsi che Segre e Nali non vengano a conoscenza di quanto accaduto, un aiuto in tal senso arriva dalla registrazione in streaming andata in tilt.

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