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Rugby Rovigo

“Rossoblù, ho ancora fame di vittorie”

Edoardo Lubian, classe 1990 e rodigino doc: “Voglio regalarmi e regalare a questa città molte gioie”. La terza linea della Femi Cz sta recuperando dall’operazione dopo l’infortunio.

“Rossoblù, ho ancora fame di vittorie”

Edoardo Lubian

Il giocatore terza linea della Femi Cz Rugby Rovigo Delta, Edoardo Lubian, è stato operato con successo ai primi di febbraio alla Casa di Cura di Abano Terme dopo un infortunio al bicipite del braccio destro.

Il suo rientro è previsto per maggio circa. Il flanker rossoblù, classe 1990 e rodigino doc, ha sempre militato nelle fila dei Bersaglieri in tutto l’arco della sua carriera, esordendo con la prima squadra nel 2009 contro il Rugby Parma nella massima serie.

Con la maglia rossoblù ha totalizzato ben 169 presenze, mettendo a segno in totale 90 punti.

Edoardo, com’è andata l’operazione e per quanto dovrai fare riabilitazione?

“L’operazione è andata molto bene, sto recuperando un po’ alla volta dall’infortunio. Per il recupero dovrò fare riabilitazione a casa, ma i tempi variano molto da individuo ad individuo. Si va da un minimo di tre mesi ad un massimo di sei in base al tipo di percorso”.

Come vedi la situazione attuale in casa rossoblù?

“Molto bene. Al momento siamo primi in classifica con una sola partita persa. Inoltre, abbiamo anche vinto la Coppa Italia quindi tutto sommato stiamo procedendo bene. Il nostro gioco sta migliorando molto e lo dimostrano le belle mete che abbiamo messo a segno diverse volte. Questo aspetto, purtroppo, sta emergendo solo ora, non si era invece visto nella prima parte della stagione, spesso per i campi che abbiamo incontrato in giro che non erano sempre in buone condizioni”.

Cosa pensi dello stop al campionato?

“Purtroppo, questa situazione è molto delicata, gli sviluppi dell’emergenza da coronavirus sono sempre imprevedibili. Alcuni studi dicono che il picco dei contagiati sarà previsto per metà aprile, non so se mai torneremo in campo se la situazione non migliorerà. Ovviamente la salute nostra e di tutti i tifosi e addetti ai lavori viene prima di tutto”.

Com’è stare lontano dal campo?

“Per me è sempre stato molto difficile stare lontano dal campo anche solo per un allenamento, figuriamoci adesso. La sto vivendo abbastanza male, ma allo stesso tempo trasformo la grinta e la rabbia per non essere in campo a mio favore, usandola per impegnarmi ancora di più nella terapia e velocizzare quindi il recupero”.

A che punto è la tua carriera da giocatore?

“Ho vissuto molte sconfitte, ripagate solo in parte dalla vittoria dello scudetto e dalla Coppa Italia. Ho ancora fame di vittorie, non mi sono mai accontentato. Voglio ancora regalarmi e regalare a questa bellissima città molte gioie. Ancora di più in questo momento brutto per tutti e dal quale sarà difficile uscire”.

Oltre che un giocatore sei anche un arbitro federale. Come sta andando?

“Sì, lo sono diventato due anni fa, ma non ho potuto arbitrare troppe partite per via dei miei impegni da giocatore. Quest’anno avrei voluto continuare, ma tra lo stop al campionato e l’infortunio non ho fatto in tempo a divertirmi anche sotto quell’aspetto del rugby”.

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