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“Ecco le ronde contro il degrado”

Duro attacco Pd alla decisione della giunta di istituire i vigilantes ecologici volontari. Spinello: “Rischia di passare l’idea che avremo gli spioni di regime, atto grave e antidemocratico”.

“Ecco le ronde contro il degrado”

Sandro Gino Spinello

“La giunta civica sembra voler rispolverare le tante biasimate ronde di memoria leghista, fortunatamente rimaste nel limbo della propaganda politica e senza particolare successo”.

A dir poco sbalordito il capogruppo dem Sandro Gino Spinello nell’analizzare il provvedimento della giunta civica che va a istituire i vigilantes ecologici volontari. “Cambia il nome, ma non la sostanza: per far fronte al degrado ambientale e all’abbandono dei rifiuti, la giunta civica vuole istituire gli spioni di regime che non hanno neppure tutte le carte in regola per farlo”.

Al punto che l’ex sindaco giudica il provvedimento “un atto di una gravità e antidemocraticità preoccupanti”.

Entrando nel merito del provvedimento, anche dal punto di visto giuridico, Spinello osserva che “l’assessore Andrea Micheletti ha dato mandato al dirigente del settore e al segretario comunale di istituire un gruppo di ‘volontari ecologici’, ‘residenti e non’ che ‘intendano sorvegliare il territorio cittadino per tematiche inerenti la salvaguardia ambientale e il decoro urbano’. Un’operazione così delicata, che dovrebbe implicare presupposti giuridici rilevanti e precisi, non può essere attuata dalla giunta con un atto così generico e affidata, per l’esecuzione, ai dirigenti comunali. Se tale decisione fosse resa operativa – incalza l’esponente Pd - ci sarebbe un eccesso di delega da parte degli amministratori e un esorbitare dalle proprie competenze da parte dei dirigenti”.

Inoltre l’ex sindaco boccia l’idea che “l’unico requisito richiesto sia quello di essere cittadini che ‘hanno a cuore le tematiche dell’ambiente e del decoro urbano’. Vuol dire - si domanda - che servirà una patente che certifichi questa condizione o basterà un’autocertificazione?”.

A questo punto, l’ex sindaco fa un affondo politico. “La giunta sperava che questa vicenda transitasse nell’assoluto silenzio, visto che l’opinione pubblica è legittimamente preoccupata della pandemia. La costituzione e la regolamentazione di un gruppo di volontari con compiti specifici di vigilanza presuppone un’istruttoria ben più articolata e approfondita e altro è il livello sulla titolarità della decisione definitiva, ovvero il consiglio comunale. Lo stesso assessore riconosce che l’istituzione delle ‘guardie ecologiche’ dove sono operative, è stata fatta con legge regionale, come ha fatto per esempio l’Emilia-Romagna a differenza del Veneto che è fermo. La giustificazione della necessità e urgenza è usata in maniera impropria e arbitraria, facendo riferimento a decreti ministeriali e regionali anti Covid-19”.

E ancora: “In consiglio comunale ci era stato assicurato che uno specifico servizio di ‘vigilanza ecologica’ sarebbe stato affidato ad Ecoambiente, la società pubblica che gestisce la raccolta. Perché nell’immediato questa funzione di controllo non viene affidata al dipendente comunale, assunto come ‘accertatore della sosta’, che da mesi non svolge più alcuna funzione su strada ed è stato ‘parcheggiato’ in qualche ufficio? Non sono ancora state sopite le durissime polemiche sul regolamento del decoro urbano, quando Micheletti ha dovuto ritirarlo dopo che, anche da parte civica, erano stati rilevati diversi pastrocchi e contraddizioni. Anzi, ci saremo aspettati, per rispetto istituzionale, che prima venisse approvato il regolamento sul decoro urbano che dovrebbe dare le linee anche per la prevenzione e repressione di atti che portano al degrado. Pertanto - sottolinea Spinello - è opportuno puntare sul coinvolgimento e sull’educazione dei cittadini, dove il rispetto delle regole va inteso sempre più come un dovere civico. E’ brutto pensare che si può essere continuamente spiati da qualcuno che non ha neppure tutte le carte in regola per farlo, diffondendo la cultura della delazione. Oltretutto il comune deve essere il primo a rispettare le regole, ma non è sempre così. E’ brutto se passa l’idea che ci sono anche ‘gli spioni del regime’ dei quali non si sente proprio la necessità”.

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