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Badia Polesine

Casa del sorriso, si riaprono le porte ai familiari

Fervono i preparativi per tornare a consentire, dopo più di tre mesi, gli incontri tra ospiti e parenti. Lavori alla struttura per permettere i colloqui in tutta sicurezza.

Casa del sorriso, si riaprono le porte ai familiari

La Casa del sorriso di Badia Polesine si prepara a riaprire le proprie porte ai familiari degli ospiti. Fervono i preparativi per tornare a consentire, dopo più di tre mesi, gli incontri tra i familiari e gli ospiti della casa di riposo di via San Nicolò.

Ora che la fase più acuta del virus sembra essere passata, l’ente sta cercando di tornare alla normalità, facendo però attenzione a non vanificare tutto l’impegno dimostrato negli ultimi mesi dal personale della struttura, dagli ospiti e dai loro familiari, che ha fatto sì che la casa di riposo badiese rimanesse “Covid-free”.

In questi giorni, infatti, la struttura ha portato avanti alcuni cambiamenti per consentire dei colloqui in tutta sicurezza, ma che allo stesso tempo permettano di avere un incontro senza le limitazioni collegati all’uso dei pannelli di plexiglass. L’intervento è stato annunciato con l’affidamento dei lavori alla ditta Ghiotti per l’adeguamento dell’entrata della struttura e alla ditta Albacolor per quanto riguarda invece le opere interne per la realizzazione delle nuove sale di accoglienza, ma a spiegarne i dettagli è il presidente dell’ente Tommaso Zerbinati. “L’entrata - fa sapere il numero uno del cda della Casa del sorriso - verrà spostata in avanti e la guardiola, che ora si trova all’ingresso, sarà posizionata dove ci sono le due porte d’entrata. All’interno dell’area bar, invece - prosegue Zerbinati - si andranno a creare tre postazioni di cartongesso che serviranno ad ospitare gli incontri degli ospiti e dei loro familiari”. La linea adottata dalla Casa del sorriso sembra quindi essere quella di consentire dei colloqui il più naturali possibile, senza filtri o barriere. “L’intenzione è quella di fare in modo che ospiti e familiari si possano parlare e toccare più facilmente - continua il presidente della struttura - permettendo in breve di fare ciò che prima avveniva all’interno della stanza dell’ospite, anche perché i divisori in plexiglass possono costituire un ostacolo alla comunicazione dei più anziani”.

“Gli incontri dureranno mezz’ora, dopodichè tutte e tre le postazioni saranno debitamente sanificate prima del colloquio successivo - spiega ancora Zerbinati - ciò vuol dire che bisognerà comunque attenersi a un protocollo e fissare un appuntamento per poter vedere il proprio caro. Chi entrerà in struttura dovrà anche sottoporsi al test sierologico, ad ogni modo domani (oggi, venerdì 19, ndr) incontreremo il comitato dei familiari degli ospiti per spiegare loro le nuove modalità di accesso”. I nuovi metodi d’incontro, comunque, non dovrebbero tardare ad essere “inaugurati”. I lavori, infatti, sono già pressochè ultimati. “Domani - conclude Tommaso Zerbinati - dovrebbero concludersi gli interventi strutturali mentre lunedì si pensa verranno ultimate anche le tinteggiature. L’attenzione comunque rimane alta, ed il prossimo 24 giugno il personale si sottoporrà ad un nuovo test, uno ogni 20 giorni così come indicato dalle direttive regionali”.

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