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Calcio giovanile

Udinese a Borsea, camp da dieci e lode

Cinque giorni di sedute tecniche che hanno coinvolto 59 ragazzi: un successo. Il tecnico bianconero Josè Maria La Cagnina: “Tutto è andato bene, spero che si possa ripetere”.

Udinese a Borsea, camp da dieci e lode

Lo staff tecnico della Polisportiva Borsea, con José Maria La Cagnina

Udinese Academy camp a Borsea, un vero successo. E’ terminata la cinque giorni in cui, al campo sportivo di via dell’Artigianato, si è tenuto l’atteso camp ufficiale cui hanno partecipato ben 59 bambini, seguiti dal tecnico dell’Udinese José Maria La Cagnina, che ha coordinato le sedute tecniche ogni pomeriggio dalle 15 alle 19 circa (a causa delle alte temperature, in alcune giornate si è scelto di posticipare di un’ora l’inizio degli allenamenti). Un’iniziativa realizzata grazie all’affiliazione tra il prestigioso club bianconero di Serie A (che è allenato, tra l’altro, dal polesano Luca Gotti) e la Polisportiva Borsea, società presieduta da Roberto Albertini, che è tra le 60 che, in tutta Italia, fanno parte dell’Academy. Si è trattato di un’esperienza unica, molto apprezzata da tutti i protagonisti di questa intensa settimana in cui, al campo, si respirava entusiasmo e collaborazione.

I ragazzi, ovviamente nel massimo rispetto dei protocolli sanitari anti Covid 19, sono stati divisi in sei gruppi e, dal lunedì al venerdì della scorsa settimana, ogni giorno si sono confrontati con un tema diverso: dal palleggio alla tecnica del calciare, dal possesso della palla alla finta, dallo stop al dribbling, per concludere con il torneo e le partitelle finali.

Il camp era aperto a tutti e vi hanno potuto partecipare i nati tra il 2007 e il 2014. Iscrizione record, dato che si è registrato il sold out: la previsione del Borsea era di raggiungere i 40 ragazzi, ma la soglia è stata abbondantemente superata con i 59 iscritti.

Mister La Cagnina ha coordinato e seguito le sedute, con la collaborazione dei dodici tecnici messi a disposizione dal Borsea. E’ stato il coronamento di un lungo e prezioso lavoro, dato che il tecnico 47enne, originario di Como, da un anno segue il vivaio della società rodigina, venendo almeno una volta al mese in Polesine per osservare come si evolve l’attività a Borsea e parlando con i tecnici rodigini (percorso che, quando c’è stato il lockdown, è proseguito on line). Josè La Cagnina vanta un curriculum importante come calciatore, dato che, dopo essere cresciuto nel settore giovanile dell’Inter, ha giocato, soprattutto tra i professionisti, in club come Cremonese, Pavia, Lecco, Biellese e Crociati Parma; ha poi conseguito il patentino Uefa A e da sei anni allena, con esperienze soprattutto a Padova, con l’Under 17 (con cui è stato vicecampione d’Italia) e gli Allievi sperimentali, e Campodarsego. Nel camp di Borsea, è stato il tecnico responsabile di tutta l’attività. “La settimana è andata molto bene - spiega La Cagnina - i ragazzi si sono divertiti, avevano sempre il sorriso. Avevano voglia di fare sport, dopo i mesi chiusi in casa a causa del problema Covid 19, ed è stata una gioia per loro essere qui. Sono stati bravi, perché potevano essere al mare, ma hanno scelto di impegnarsi sul campo”.

Importante e molto concreta la collaborazione con la Polisportiva, da parte di tutti i protagonisti di questa avventura: la società crede molto nel progetto e nella crescita dei giovani, obiettivo comune con l’Udinese. “Bene anche il lavoro con lo staff del Borsea, che mi ha aiutato. Chiaro che fare il camp è diverso rispetto agli allenamenti che si fanno durante l’anno. Il mio, il nostro obiettivo è formare i bambini, farli diventare uomini e calciatori, ed è bello vederli crescere. E’ una soddisfazione. Per diversi bambini questa era la prima esperienza, spero che si possa ripetere a Borsea. Anche perché la società sta mostrando che vuol crescere, puntando sul vivaio”.

Quest’anno per La Cagnina è il quinto camp: in tutto ha allenato e osservato oltre 300 ragazzi. “Ho potuto vedere giovani molto interessanti. E, quando è il caso, li segnalo, così che possono sostenere provini o partecipare a raduni”. Il tecnico spiega che qualcosa è cambiato nei giovani rispetto ad un tempo: “Manca il calcio di strada. La tecnologia e le conseguenti distrazioni hanno modificato molte cose, ma lo sport deve restare importante per i ragazzi”.

Nello staff degli allenatori del Borsea, Marco Vanin è il coordinatore, anche lui parte attiva in questa settimana di lavoro. “E’ stata una bella esperienza davvero - ha spiegato Vanin - Il rapporto con Josè ci ha fatto capire che non esiste un abisso tra dilettanti e professionisti. Lui si è calato nella nostra realtà e ci ha aiutato a crescere. Spero che possa avere lo stesso percorso del polesano Luca Gotti (ora allenatore della prima squadra dell’Udinese, nda). Siamo contenti come società, c’è più consapevolezza del nostro lavoro. Il camp è stata la conclusione di un percorso iniziato a settembre scorso”.

Tra i tecnici anche una ragazza, Martina Moretto, che ha appena ottenuto il patentino Uefa C ed allena i Pulcini del Borsea: è stata una figura di riferimento fondamentale nell’organizzazione del camp. “E’ una bella esperienza allenare i giovani”, ha sottolineato.

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