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SALUTE MENTALE

Ora il Covid è emergenza psicologica

Grossi, psicoterapeuta Ulss 5: “Abbiamo rivolto la nostra attenzione anche agli operatori sanitari”

Ora il Covid è emergenza psicologica

La battaglia contro il Covid, non è soltanto la battaglia contro il virus. E’ anche la lotta contro un nemico più subdolo: le conseguenze psicologiche che la pandemia ha generato nella popolazione.

Le difficoltà nelle relazioni sociali, l’isolamento, la paura di contagiare ed essere contagiati. Il dolore di chi ha perso gli affetti nella solitudine di un letto d’ospedale. Ma anche il timore per il proprio futuro, per la sicurezza del proprio lavoro. E’ l’emergenza psicologica, che si aggiunge a quella sanitaria, generale, ed economica.

“L’azienda sanitaria ha avuto fin dall’inizio molta attenzione verso i cittadini in difficoltà psicologica a causa dell’emergenza Covid - spiega Paola Casson, direttore dei servizi socio sanitari dell’Ulss 5 - Si tratta di problemi generati da diversi fattori, come ad esempio l’isolamento domiciliare in alcuni casi o per la riduzione della capacità lavorativa, per sospensione o perdita del lavoro. Ma anche nel caso di studenti in difficoltà perchè costretti a stare chiusi in casa per la didattica a distanza”.

L’Ulss 5 è stata da subito in prima linea per cercare di affrontare il problema. Il dottor Antonello Grossi, psicologo psicoterapeuta, lavora nel dipartimento di salute mentale dell’Ulss 5 e ha coordinato la linea di supporto telefonico alla popolazione, il numero verde, nel periodo dell’emergenza Covid. “C’è stato un forte interesse da parte della popolazione, i cittadini ci chiamavano per il supporto psicologico - spiega il dottor Grossi - Da novembre scorso, la linea telefonica è stata sostituita con il supporto in presenza per la popolazione, per i cittadini che fanno richiesta al dipartimento”. “Abbiamo rivolto da dicembre la nostra attenzione anche agli operatori sanitari, ovvero medici, infermieri e operatori socio sanitari che sono a contatto con il Covid - continua - con tutte le problematiche conseguenti, ovvero le difficoltà emotive correlate al rapporto con persone che stanno male, da cui consegue anche stress da lavoro. Gli operatori sanitari hanno possibilità di supporto psicologico attraverso una linea telefonica, in videochiamata o in presenza”. “Le difficoltà psicologiche riscontrate nella popolazione dovute al Covid sono molteplici - conclude il dottor Grossi - si pensi agli stati psichici creati dall’isolamento domiciliare, le ansie, la difficoltà a dormire, le tensione con il partner e i figli, l’aumento della rabbia a causa degli spazi ridotti. Inoltre, a causa della crisi, c’è un elevato livello di sfiducia da parte di chi non ha un lavoro garantito, come i precari, i giovani o le donne. Insomma , un senso di insicurezza che tocca gli aspetti personali”.

Il tema dell’assistenza psicologica durante la crisi da Covid è un tema che anche la Regione Veneto ha affrontato con grande prontezza. Dal 19 marzo 2020 il servizio di assistenza psicologica inOltre, che opera attraverso il numero verde 800334343 ed è stato istituito dalla Regione Veneto nel 2012, ha gestito 3.873 colloqui psicologici telefonici, cioè il 32,7% delle 11.850 chiamate totali pervenute dal giugno 2012, da quando fu attivato il servizio. Le donne sono il 57%, gli uomini il 43%.

Sono questi i numeri di un aspetto non secondario della pandemia da Covid 19, che da oltre un anno, in Veneto, come nel resto d’Italia, sta causando migliaia e migliaia di malati e decessi, ma anche gravi risvolti psicologici legati alle paure, le incertezze, le difficoltà economiche che stanno interessando una larghissima fascia di popolazione, colpita o no dal virus.

Il Report di un anno di “pandemia”, visto da questa delicata angolazione, è stato realizzato dalla dottoressa Emilia Laugelli, psicologa all’ospedale di Santorso e direttrice del progetto.

“Quando istituimmo, primi in Italia, questo servizio - dice il presidente della Regione Luca Zaia - erano i tempi della crisi economica e dei suicidi di tanti imprenditori che ne rimanevano schiacciati. Poi arrivò il tempo dei truffati delle banche, piccoli risparmiatori disperati che avevano perso tutto. Ora il servizio si è evoluto e assiste le persone che, per vari motivi, soffrono a causa della pandemia. Anche così si salvano vite e, a quasi dieci anni di distanza dalla sua istituzione, inOltre si sta dimostrando una scelta azzeccata e lungimirante. inOltre, i cui operatori ringrazio uno per uno, è una pedina straordinaria nella squadra che abbiamo creato in Veneto per combattere il Covid con ogni mezzo assistenziale, clinico, sanitario, territoriale, e anche psicologico”.

“L’800334343 – aggiunge l’assessore alla sanità Manuela Lanzarin – è un servizio completamente gratuito, nel cui ambito gli operatori, tutti specialisti, svolgono prima di tutto un prezioso lavoro di ascolto, effettuano una valutazione attenta delle condizioni della persona che telefona e, se lo ritengono necessario, avviano un vero e proprio percorso di presa in carico del paziente da parte del sistema sanitario pubblico. La storia e le testimonianze dei protagonisti di questi quasi 10 anni di attività - conclude Lanzarin - consentono di dire, con orgoglio, che delle vite sono state salvate, e altre sono state rimesse sulla giusta via. Continueremo così, perché la sofferenza da Covid non si manifesta solo negli ospedali, ma entra nell’animo di tanti nostri concittadini”.

Il servizio psicologico gratuito inOltre è a disposizione di tutta la Comunità Veneta, in particolare in quest’ultimo anno, a chi sta vivendo le difficoltà causate dalla pandemia. L’età dei cittadini che chiamano è molto ampia: il 16% ha tra 18-30 anni; il 35% da 31-50 anni; il 34% da 51-70 anni; gli over 70 anni sono il 15 %.

Se un anno fa i cittadini veneti chiamavano per problemi di ansia eccessiva, riconducibile alla preoccupazione di essere contagiati e alla difficoltà di gestire la quotidianità in lockdown, da novembre i colloqui sono stati di supporto per chi si era contagiato, per chi viveva nel terrore di finire in rianimazione.

Dal febbraio 2021, invece, le sollecitazioni si sono fatte più preoccupanti: rischi suicidari alti e paura del futuro legati alla chiusura delle attività lavorative, aspetti cui si sommano le problematiche di genitori in difficoltà con i figli adolescenti.

In questo mese di marzo, poi, si è aggiunta anche la paura dei vaccini e il timore dei relativi effetti collaterali.

Il servizio inOltre con il suo Numero Verde 800334343 resta a disposizione di tutti i cittadini che stanno attraversando momenti di difficoltà, preoccupazione e disagio sia per l’emergenza sanitaria in corso, che per tutti gli altri problemi.

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