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Porto Viro

Il “tour de force” del vescovo nella città e sul territorio

Adriano Tessarollo è stato accolto dalle autorità civili e militari

Il “tour de force” del vescovo nella città e sul territorio

Il “tour de force” del vescovo è terminato. La visita pastorale del vescovo di Chioggia Adriano Tessarollo al vicariato di Loreo si è conclusa con una messa nella parrocchia portovirese di San Bartolomeo. A ringraziare per primo il vescovo è stato il vicario, don Angelo Vianello: “Sentimenti di gratitudine in queste settimane, in cui grazie alla presenza del pastore in mezzo alla sua gente ci siamo conosciuti di più. Tanti incontri formali ed informali, e il vescovo non si è sottratto a nessuna proposta, appuntamento o incontro personale”, scherzando anche sulla resistenza del vescovo che ha fiaccato quella dei confratelli parroci impegnati a seguirlo in un tour de force.

Ad animare la funzione, un coro composto di elementi provenienti da diverse corali parrocchiali del vicariato, riunite per l’occasione in una sola voce. In rappresentanza delle amministrazioni hanno partecipato i sindaci di Loreo e Rosolina, Moreno Gasparini e Franco Vitale, l’assessore di Taglio di Po Veronica Fioravanti ed il consigliere di Porto Viro Nicola Marinelli. Presente anche il comandante dei carabinieri di Porto Viro Emanuele Salvagnin ed un gruppo di scout.

Durante la messa, celebrata insieme a tutti i sacerdoti delle parrocchie del vicariato, il vescovo si è collegato alla parabola del granello di senape dal passo del Vangelo di San Marco: “Ho cercato di far germinare il seme della Parola che germoglia ‘authomatè’, automaticamente come dice l’originale termine greco. Sul territorio ho incontrato molte realtà che crescono e sono frutto della grazia, non solo tra le mura sacre ma nella vigna di Dio che è il mondo intero. Il primo sentimento è di ringraziamento - ha continuato Tessarollo - e lo dico io per primo: passando in mezzo a voi sono stato rincuorato nella fede e nella speranza, nella vicinanza e gioia della carità. Come dice San Paolo, sentivo il desiderio di venire tra voi perché ‘ci siete diventati cari’: fin che non ci si incontra personalmente, si vede un sorriso, ci si siede ad un aperitivo, il rischio è che la nostra conoscenza resti legata solo a un compito, mentre quando il rapporto diventa personale tocca la situazione di ciascuno e si incontra un volto amico. Ho vissuto una grande opportunità”.

Il vescovo, appassionato del mondo vegetale, ha citato anche il profeta Ezechiele e la figura del ramoscello di cedro strapiantato che diventa grande a sua volta. Sempre sulla figura del seme che germoglia, al termine il parroco don Giuseppe Cremonese ha donato ai fedeli un santino commemorativo, allegato a dei semi di grano; il vescovo è stato invece omaggiato di un pacco regalo contenente un camice liturgico. Le offerte raccolte durante la messa sono state consegnate alle suore di clausura del monastero di via Marconi.

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