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Contratto di foce, punto di partenza

L’architetto Mosca che l’ha curato: “Ogni comune ora si impegnerà a promuovere le sue idee”

Contratto di foce, punto di partenza

Nel pomeriggio di martedì si sono riuniti i consigli comunali e i sindaci dei paesi interessati dal Contratto di foce ed aree interne del Delta del Po, in una assemblea plenaria.

Corbola, Ariano nel Polesine, Corbola, Loreo, Porto Tolle, Porto Viro, Taglio di Po e Rosolina i comuni interessati. Dopo una breve carrellata di interventi dei vari primi cittadini su quello che è stato fatto in questi anni e come si è riusciti a fare sintesi, hanno preso la parola anche il presidente della provincia di Rovigo, Marco Trombini, e l’assessore regionale Cristiano Corazzari.

Per il Delta e per la provincia di Rovigo questo è un accordo di grande rilievo, non solo per il lavoro che ci sta dietro, ma soprattutto per il futuro che garantirà a questo territorio, che avrà la possibilità di dare una base più solida dove crescere alle prossime generazioni” ha commentato Trombini.

L’assessore regionale Corazzari ha ricordato invece come il percorso sia iniziato quasi sei anni fa. “E’ stato un lavoro di ricerca per creare questo progetto, con la collaborazione di tutti i sindaci che hanno cercato di fare il possibile per trovare vari punti d’incontro - le parole di Corazzari - oggi è un giorno veramente importante perché è stato presentato a un economista del calibro dell’ex ministro Fabrizio Barca il risultato di tutti questi anni, avendo la sua approvazione. Vuol dire che è stato fatto un lavoro veramente minuzioso e preciso”.

A presentare il progetto l’architetto Laura Mosca, che lo ha seguito fin dal principio. “Siamo partiti dal 2012 con una piccola bozza di questo progetto e siamo arrivati fino a oggi con tantissime idee - le sue parole - negli anni, durante i diversi confronti, non sono mancati i disaccordi, le prese di posizione campanilistiche, ma tutto è stato messo da parte per arrivare ad un risultato comune”.

“Ci siamo confrontati con le aree di montagna, per certi versi simili alle nostre, per capire quali fossero anche per loro le criticità - prosegue Mosca - ed è risultato che la fuga di giovani e la crescente percentuale di anziani sono comuni alle nostre. A questo punto si sono divisi gli interventi da fare in due macroaree, la prima che riguardava i servizi di base come salute, scuola e trasporti, la seconda turismo, pesca ed agricoltura, che sono alla base del nostro territorio e che potranno dare un futuro alle generzioni di giovani”.

“Ora ogni comune si impegnerà a creare dei progetti interni da promuovere - spiega l’architetto - soprattutto nelle scuole per dare maggiore possibilità al Delta di continuare il proprio percorso di crescita. Il progetto sarà presentato a livello nazionale per ottenere dei fondi, lo Stato in questo caso è particolarmente sensibile”.

“L’impegno però dovrà essere continuativo per tutti coloro che hanno sottoscritto il contratto e che vogliono arrivare ad un risultato, anche se questo è solo un punto di partenza dal quale iniziare a lavorare” conclude Mosca.

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