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Delta del Po

Pesca, l'Europa propone nuovi limiti

Oggi a Roma il vertice relativo all'introduzione del Sito di interesse comunitario. Il governo punta a rinviare a marzo.

Pesca, 300mila euro dalla Regione

Pesca, oggi a Roma il vertice, al ministero dell'Ambiente, sulla definizione del Sic, il sito di interesse comunitario marino nelle acque  territoriali dell'Adriatico settentrionale, che comprende anche il Delta del Po.

La mancata attivazione di queste aree di protezione hanno fatto sì che l’Italia, dall’inizio del 2016, si trovi in procedura di pre-infrazione da parte della Commissione Europea. A febbraio è arrivato un sollecito ed il ministero dell'ambiente ha sollecitato le tre Regioni interessate, Veneto, Emilia Romagna e Friuli Venezia Giulia, prese in contropiede dalla richiesta urgente di delimitare questa area.

Il problema relativo alla Sic marina è la sua sostenibilità socio economica, perché comporterebbe limitazioni se non addirittura un impedimento della pesca nelle zone delimitate. Oggi il sottosegretario alle politiche agricole alimentari, forestali, con delega alla pesca Franco Manzato, già assessore all'Agricoltura di Zaia nella scorsa giunta regionale, proporrà un nuovo rinvio. Fino a marzo. in modo da cercare di trovare una linea comune fra le tre regioni e i Ministeri, in modo da contrattare poi con Bruxelles.

L'idea è di trovare una forma di protezione, diversa dalla Sic, ma che consenta di raggiungere gli obiettivi che si propone la Rete Natura 200, di cui le Sic marine dovrebbero rappresentare il completamento. In particolare, l'area marina protetta nell'alto adriatico è stata promossa per la protezione di delfini e tartarughe marine. 

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