Cerca

castelmassa

E’ una via Crucis che emoziona

Successo per la mostra delle opere di Denis Raccanelli. E si muove anche il Museo diocesano

E’ una via Crucis che emoziona

Là dove ferma il passo di disegni e sculture, nate dalla mano di Denis Raccanelli, ha lasciato indubbiamente il segno a Castelmassa, dove per due settimane (dal 29 marzo al 12 aprile) un luogo d’arte ed un edificio sacro cittadini hanno proposto l’interpretazione della via Crucis da parte dell’artista, originario della vicina Sermide (Mn), molto conosciuto in paese per avervi a lungo abitato ed insegnato nell’istituto statale d’arte “Bruno Munari”.

A chiudere il cerchio di questa apprezzata esperienza, due serate con il titolo “Genesi” per raccontare come nasce l’opera dai pensieri e dalle mani del suo autore. Nell’Atelier di Enrica, luogo di incontri di arte e cultura, ma anche sede di esposizione permanente delle opere della stessa artista, dove erano ancora in bella mostra le sculture di Raccanelli, un foltissimo pubblico ha seguito un momento particolare, in cui l’artista si è raccontato, anche con prove pratiche, attraverso la dimostrazione di come la figura nasce dall’argilla, modellando la materia davanti agli occhi degli ammirati presenti e spiegando soprattutto il processo mentale, attraverso cui prendono forma le diverse creazioni.

Raccanelli ha illustrato le fasi della lavorazione, accostandola alle tecniche dei ceramisti e la sua narrazione si è soffermata pure su dubbi, incertezze e sullo sforzo di non cadere nella pura descrizione anatomica, ma anzi conferendo drammaticità alle sue figure attraverso una vera e propria rottura della “forma” nella sua accezione più consolidata e rassicurante.

Le creazioni di Denis Raccanelli, sia nei disegni, con il carboncino – ricavato dalla fusaggine, ovvero l’arbusto di una pianta ornamentale – che negli altorilievi in terracotta parlano, soffrono, descrivono il dolore di una madre (Maria) per l’agonia del figlio (Gesù) durante il tormento dell’ascesa al Monte Golgota, che – nella tradizione occidentale – verrà ribattezzato “Calvario”.

Creando una delle espressioni più efficaci e drammatiche, nel linguaggio comune, per descrivere il travaglio umano, la condizione esistenziale più difficile e tormentata. A coronamento dell’incontro del maestro con il pubblico, una piece teatrale, interpretata da Carlo Alberto Ferrari che, nascosto da un separé, ha recitato le “Elegie duinesi” di Rainer Maria Rilke, poeta boemo di lingua tedesca, vissuto nella seconda metà dell’Ottocento e, servendosi di una “Loop station”, una mini consolle a pedali, ha creato un suggestivo gioco di sovrapposizioni di voci (sempre la sua...) in intonazioni e frasi incrociate con una forza evocativa davvero impressionante, impreziosita dal gioco di luci e scena, allestito da Stefano Santucci.

Come avrà a dire nei saluti al pubblico Marco Bottoni dell’associazione culturale “Buoni e cattivi”, curatrice dell’incontro, l’esperienza è stata soprattutto un momento di ricerca della bellezza.

La mostra di Raccanelli sarebbe stata “opzionata” dal Museo Diocesano di Adria per la Pasqua 2027. Una ulteriore, grande soddisfazione per un percorso artistico, che ha voluto abbracciare un territorio ed un pubblico entusiasticamente coinvolto in un’esperienza inedita, che - forse - potrebbe avviare un nuovo percorso alla costante ricerca di nuove e stimolati forme di intrattenimento per gli abitanti di quest’area del Polesine, che hanno ampiamente dimostrato il loro apprezzamento.

Resta aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter

Commenta scrivi/Scopri i commenti

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400