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Presentato il programma di Bergamin <br/> armi e Passante, scontro in aula

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24/07/2015 - 11:00

di Alberto Garbellini

ROVIGO - Massimo Bergamin ieri ha illustrato le sue linee di programma, i punti fermi della sua azione di governo, accolti con disappunto dalla minoranza e con approvazione dalla maggioranza. Tutto come nelle previsioni. Dibattito acceso soprattutto su due punti: le armi ai vigili e il Passante Nord, questioni che da anni dividono la politica di Rovigo.

Programma per il futuro, quindi, ma con un occhio ancora al passato rimasto irrisolto. Tranchant le minoranze che hanno sminuito le linee del primo cittadino, definendo il suo programma un “compitino senza sguardo al futuro, senza orgoglio e consapevolezza del ruolo di capoluogo per la città”. Questa la principale accusa mossa da Pd, M5S, lista Menon, a Bergamin.

In finale di dibattito critica anche la capogruppo del Pd Nadia Romeo: “Da un sindaco della Lega ci si sarebbe aspettati progetti mirati, linee decise per un mandato di governo”.
A sostenere le linee di governo Renato Borgato (Area popolare): “Le linee di programma sono per l’intero mandato”. E poi le incompiute: “Da palazzo Angeli all’ex caserma vigili del fuoco, agli alloggi di via Bramante. La Rotonda è trascurata, va inserita in un circuito turistico anche religioso”.
Col sindaco anche Stefano Raule, capogruppo Lega: “Bergamin ha vinto le elezioni, il suo programma è stato accettato dalla città”. Per Alberto Borella: “Programma semplice e realizzabile. Bene la riapertura del Corso”. Ok alle linee di governo anche da Carmelo Sergi (Ap), Alba Rosito (Presenza cristiana) e Luca Paron (Obiettivo Rovigo).
Perentoria replica del sindaco: “Risponderemo con le azioni di governo”.

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